Definire
un consumo di alcol “normale” non è semplice in quanto non
è possibile indicarne con precisione una dose innocua adatta
a tutti. Questa può variare dai 25 agli 80 grammi al giorno
in funzione del sesso, dell'età, ecc.
Modeste quantità di alcol ai pasti favoriscono la secrezione
e la motilità gastrointestinale e stimolano l'appetito. Si
può, pertanto, affermare che l'uso quotidiano di quantità
molto contenute di alcol può non essere dannoso nell'adulto
sano.
L'alcol presenta una tossicità maggiore nell'infanzia e nell'adolescenza
ed, inoltre, un avvicinamento precoce all'alcol aumenta il
rischio di malattie collegate.
Particolarmente negative sono le forme di accettazione sociale
dell'alcol come il bere tra amici per “sciogliersi” e gli
stimoli familiari al bere nel periodo della pubertà.
Un elemento caratteristico nelle fasce giovanili è l'elevato
consumo di birra e di super-alcolici legato alla “cultura
dello sballo”, cioè all'errata convinzione che l'alcol (da
solo o associato ad altre sostanze) possa far accedere ad
una dimensione nuova.
L'alcolismo è la dipendenza più antica che si conosca ed è
stata erroneamente considerata un vizio.
Solo dall'ultimo dopoguerra ci si rese conto che si trattava
di una malattia e come tale andava affrontata e curata.
Oggi si distingue un abuso ed una dipendenza da alcol.
L'abuso è caratterizzato dalla dipendenza psichica
e si manifesta con eccessi occasionali o con assunzioni croniche.
In sintesi non si ha la necessità ma il desiderio di bere.
La dipendenza presenta anche la necessità di aumentare
le dosi (tolleranza), il desiderio compulsivo di bere e di
procurarsi l'alcol ad ogni costo, la dipendenza fisica per
cui in mancanza di alcol si instaura la sindrome d'astinenza.
La dipendenza da alcolici crea un legame con la sostanza talmente
forte da modificare lo stile di vita dell'individuo. Ciò determina
problemi sociali, economici e familiari, spesso non correlabili
alla quantità di alcol assunta o alla frequenza di assunzione.
Alcolismo è, quindi, lo sviluppo di comportamenti devianti
in seguito all'assunzione prolungata di eccessive quantità
di alcol: è una malattia cronica.
Il termine fa riferimento non solo ai danni fisici determinati
dall'alcol ma anche all'inabilità sociale e personale i cui
effetti si riflettono anche sulle famiglie.
Ancora oggi non si conoscono le cause che possono portare
all'alcolismo. Sono stati individuati, però, alcuni fattori
che possono predisporre:
- cause psicologiche: isolamento, solitudine, timidezza, depressione,
impulsività autodistruttiva, immaturità sessuale;
- cause genetiche: è stato dimostrato che nelle famiglie di
alcolisti è più facile che la malattia si presenti;
- cause economiche: l'alcolismo ha una maggiore incidenza
negli strati sociali più bassi.