L'alcol
agisce sul sistema nervoso centrale (S.N.C.) e quindi sulla
psiche (psicotropo) provocando euforia a basse dosi e depressione
a dosi più elevate.
I suoi effetti variano in funzione di svariati parametri.
E' una molecola piccola che attraversa facilmente le membrane
cellulari.
Viene assorbita molto rapidamente dallo stomaco (70%) e dalla
prima parte dell'intestino (20%) mentre solo il 5% arriva
al colon.
La velocità di assorbimento dipende dalla quantità, dalla
modalità di assunzione (se singola o ripetuta), dalla presenza
di cibi grassi nello stomaco (che ne rallentano l'assorbimento).
A digiuno l'alcol viene assorbito quasi completamente in un'ora
mentre a stomaco pieno occorrono da 2 a 6 ore.
Passa quindi nel sangue e raggiunge la concentrazione massima
(picco ematico) in 1-2 ore a digiuno o in 2-6 a stomaco pieno.
La concentrazione si riduce al 50% in 2-14 ore.
Una parte dell'alcol viene degradato già a livello della mucosa
gastrica, il resto viene assorbito e raggiunge il fegato ed
il sistema nervoso.
Nel fegato vi sono i meccanismi che lo degradano trasformandolo
in acqua ed anidride carbonica ad una velocità di circa 7
grammi l'ora.
Il meccanismo principale con cui il fegato degrada l'alcol
sfrutta due enzimi: l'alcol deidrogenasi (che trasforma l'alcol
in acetaldeide) e l'acetaldeide deidrogenasi (che trasforma
l'acetaldeide in anidride carbonica ed acqua). Il prodotto
intermedio di questo processo, l'acetaldeide, è una sostanza
tossica che deve essere ulteriormente trasformata molto rapidamente.
Vi sono altri due meccanismi che entrano in funzione sono
nei casi di assunzioni croniche, quando il primo sistema da
solo non è più sufficiente: le catalasi ed il “sistema microsomiale
di etilossidazione”.
L'alcol non degradato dal fegato, tramite il sangue, si distribuisce
nell'organismo e, soprattutto, nel S.N.C.
Esplica un'azione deprimente la corteccia cerebrale e quindi
le funzioni superiori: determina un disordine nei processi
attinenti il pensiero ed il coordinamento dei processi motori.
Interferisce sulla trasmissione dei messaggi tra le cellule
nervose agendo sulla Dopamina e sul Gaba, due neurotrasmettitori
(sostanze necessarie alla trasmissione degli impulsi nervosi).
A basse dosi, l'alcol determina un aumento dell'azione dei
neurotrasmettitori e quindi euforia mentre a dosi più elevate
ha un effetto inibitorio.
Il 10% dell'alcol assunto non viene trasformato ma sfugge
attraverso il sudore, le urine e, soprattutto, con l'aria
espirata. La quantità di alcol nell'aria espirata è direttamente
proporzionale alla sua concentrazione nel sangue. Su questo
principio si basa il funzionamento dell'etilometro utilizzato
dalle forze dell'ordine per verificare l'eventuale stato di
ebbrezza di un conducente.
Le donne tollerano meno l'alcol in quanto hanno una minore
capacità di degradare l'alcol a livello dello stomaco.
L'alcol provoca anche la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei
e quindi una sensazione di calore e l'arrossamento della pelle.