Uno
degli effetti peggiori della nicotina è quello di agire sull'umore
e provocare la dipendenza. La dipendenza fisica determinata
dalla nicotina sulle cellule cerebrali è quasi immediata:
raggiunge il cervello dopo dieci secondi dalla prima boccata.
Accendersi una sigaretta diventa così un gesto inconsapevole,
quasi automatico: il fumatore comprende così di non essere
più capace di smettere. Legata alla dipendenza è la crisi
di astinenza. Questa si manifesta con il forte desiderio di
fumare, irritabilità, insonnia e difficoltà di concentrazione.
Altri sintomi sono senso di frustrazione, depressione dell'umore,
stato di agitazione continua, aumento dell'appetito, riduzione
della frequenza del battito cardiaco, sudorazione, aumento
della tosse, formicolio agli arti. Sembra che la crisi di
astinenza sia dovuta al fatto che la nicotina, a lungo andare,
blocca e rende inattivi i recettori alfa 2 della noradrenalina,
per cui in caso di sospensione questi recettori verrebbero
improvvisamente riattivati provocando sensazioni di malessere,
ansia e difficoltà di concentrazione. La stessa provoca anche
tolleranza: l'organismo si abitua alla sua presenza per cui
chiede l'aumento progressivo delle dosi. Ciò è dovuto al fatto
che nei soggetti fumatori aumentano i recettori nicotinici
a livello del cervello.