Per smettere definitivamente di fumare spesso la sola forza di volontà non è sufficiente. Occorre innanzitutto che il fumatore prenda coscienza dei danni provocati dalle sigarette e che non sono imputabili solamente alla nicotina. Sbaglia infatti chi sceglie sigarette a basso contenuto di nicotina credendo che siano meno dannose e poi, per soddisfare il bisogno di nicotina, finisce per fumare di più inalando una maggiore quantità di sostanze tossiche. Per vincere la dipendenza il fumatore, nonostante la forte motivazione psicologica, deve affrontare dei momenti di difficoltà che possono venire superati grazie all'impiego di una terapia farmacologica di sostituzione della nicotina della sigaretta con quella contenuta in cerotti oppure in chewing gum specifici. Nella seconda fase si riduce progressivamente la quantità di nicotina somministrata. I genere si utilizzano gomme da masticare e sistemi transdermici (cerotti) che liberano nicotina priva di catrame o altre sostanze irritanti al fine di alleviare i sintomi di astinenza tipici della dipendenza. L'assorbimento di nicotina attraverso la mucosa della bocca è più lento rispetto a quello della sigaretta. Occorrono da 10 a 15 gomme da 2 mg al giorno per controllare i sintomi della sindrome astinenziale. I cerotti hanno differenti dosaggi per cui il fumatore deve scegliere, su consiglio medico, quello più adatto in funzione del numero di sigarette fumate al giorno. Va applicato un cerotto al giorno. Ovviamente questi prodotti sono controindicati nei fumatori occasionali, nei non fumatori, nei bambini, in chi ha avuto infarti miocardici, disturbi circolatori e cardiaci, negli ipertesi, nei diabetici e in chi soffre di gastrite o ulcera peptica. Un'alternativa alla nicotina è il "bupropione", la cosiddetta pillola antifumo. Si tratta di una sostanza ad azione antidepressiva, per la quale è necessaria la prescrizione medica, che è utile nei casi più gravi di dipendenza. Tiene sotto controllo i sintomi dell'astinenza, ma provoca sonnolenza ed è controindicato nei cardiopatici e negli epilettici. Al supporto farmacologico si associa spesso il supporto psicologico per un periodo di 3-6 mesi. Anche con un approccio scientificamente adeguato alla disassuefazione le percentuali di successo non superano il 30% dei casi. Smettere di fumare è difficile: meglio non cominciare.