La
nicotina è l'agente responsabile della dipendenza dal fumo
ma i danni provengono soprattutto dagli altri componenti del
fumo. Le principali malattie indotte dal fumo di tabacco sono
le neoplasie maligne (tumori maligni) soprattutto delle vie
respir
atorie,
le cardiopatie ischemiche, la bronchite cronica ostruttiva
ed altre malattie dell'apparato respiratorio. L'Istat stima
che in un anno i morti attribuibili al fumo siano circa 83.000
di cui 26.500 per tumori bronco-polmonari, quasi 5.000 per
tumori di bocca, faringe, laringe ed esofago, 15.700 per altri
tumori, 15.100 per bronchite cronica ed enfisema, 20.800 per
cardiopatie. Il fumo contiene oltre 400 composti chimici che
hanno azione tossica, irritante e cancerogena. Da alcuni metaboliti
della nicotina si formano quantità non trascurabili di nitrosamine,
potenti cancerogeni, che da sole determinano un sensibile
aumento del rischio di tumori al polmone il 90% dei quali
è causato dal fumo. Studi epidemiologici hanno dimostrato
che nel fumatore il rischio di infarto miocardico aumenta
di tre volte sopra i 40 anni mentre la probabilità di contrarre
bronchiti croniche ed enfisema polmonare sono direttamente
proporzionali al numero medio giornaliero di sigarette fumate.
Recentemente è stato dimostrato da alcuni ricercatori dell'Università
del Wisconsin che i fumatori hanno un rischio di deficit uditivi
del 70%. Il rischio di danni alla salute: · è maggiore quanto
più precoce è l'età in cui si inizia a fumare, · dipende dal
numero di sigarette fumate al giorno e dalla profondità di
inalazione, · è indipendente dal fatto che si tratti di sigarette
leggere, · il fumo passivo è ugualmente dannoso, · i bambini
sono più esposti perché il fumo tende a depositarsi verso
il basso Va anche sottolineato che i danni provocati dal fumo
sono parzialmente reversibili per cui dopo 15 anni dall'interruzione
del fumo i rischi degli ex-fumatori sono pari a quelli dei
non fumatori specie se si smette prima dei 35 anni.