I danni del fumo del tabacco sono noti alla scienza ed all'opinione pubblica ormai da molto tempo. Le critiche sulla nocività venivano attribuite ad una visione eccessivamente moralistica della vita perché il fumo era considerato un piacere innocuo. Oggi nessuno ha dubbi sulla pericolosità del fumo, ad eccezione degli industriali del tabacco, per gli ovvi vantaggi economici, e dei fumatori incapaci di smettere di fumare. Il tabacco è una droga perché induce un'elevata dipendenza psichica e mostra il fenomeno della tolleranza, cioè la necessità di aumentare progressivamente la dose per mantenere inalterati gli effetti. L'uso del tabacco è permesso perché è molto diffuso, i suoi effetti sono inferiori a quelli delle droghe illegali e i fumatori non provocano alcun turbamento sociale. L'innocuità sociale però si contrappone agli elevati danni alla salute del singolo fumatore (sia attivo che passivo). Il tabacco è il fattore di rischio più elevato che si conosca ed è responsabile di circa 83.000 decessi ogni anno in Italia. Le conseguenze negative del fumo sono così elevati che persino il "Piano sanitario nazionale 1998/2000" vi dedica un apposito capitolo e propone i seguenti interventi: - rispettare il divieto di fumare nei locali pubblici; - realizzare interventi di educazione sanitaria in età scolare; - promuovere campagne mirate all'astensione dal fumo in gravidanza; - vigilare sull'applicazione della normativa in materia di pubblicità diretta ed indiretta; - sostenere programmi di disassuefazione dal fumo; - promuovere iniziative per ridurre il consumo di tabacco tra i minori di 16 anni. Gli Stati Uniti, nonostante l'industria del tabacco sia molto potente e sia consentita la pubblicità diretta delle sigarette, stanno conducendo una vera e propria crociata contro il fumo. Sono sempre più numerosi i casi in cui le multinazionali del tabacco sono state condannate al risarcimento dei danni provocati ad alcuni cittadini che le hanno citate in giudizio e ad alcuni stati dell'unione che hanno dovuto spendere cifre esorbitanti per curare malattie causate dal fumo. Di recente sono stati firmate delle transazioni di molti miliardi di dollari tra alcune multinazionali del tabacco e alcuni dei predetti stati a definizione dei danni verificatisi negli ultimi anni. In controtendenza la Comunità Europea, nonostante i 500.000 morti per il fumo all'anno nel proprio territorio, offre sussidi per la coltivazione del tabacco che sono 60 volte superiori a quelli dedicati ai programmi sanitari rivolti a ridurre il numero dei fumatori.