La prima legge che ha affrontato la problematica del fumo risale al 1962. Si tratta della Legge n. 165 del 10 aprile 1962 che vieta ogni forma di pubblicità dei prodotti da fumo. Seguono molti anni di silenzio interrotti dalla Legge 11 novembre 1975 n. 584 che vieta il fumo in alcuni locali pubblici e sui mezzi di trasporto pubblici. Il divieto di fumo si applica agli ospedali, alle scuole, agli autoveicoli di proprietà di enti pubblici, dei servizi pubblici di trasporto, nelle metropolitane, nelle sale di attesa delle stazioni, nei cinema e nei teatri, nelle discoteche, nei musei, ecc. Sono possibili eccezioni solo nei locali dove siano stati installati impianti di condizionamento o di ventilazione conformi alle disposizioni del decreto ministeriale del 18 maggio 1976 che prevede un limite minimo di aerazione di 20 metri cubi per persona ogni ora. Nel 1990 un altro decreto (D.M. 31 luglio 1990) ha adeguato le confezioni dei prodotti del tabacco alle direttive CEE imponendo la stampa in modo inamovibile della frase "nuoce gravemente alla salute" ed altre frasi similari. Il decreto 30 novembre 1991 n. 425 vieta la pubblicità televisiva indiretta delle sigarette ed anche di marchi o simboli di società che producono sigarette. Una ulteriore Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri impone il divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione. Persino la Corte Costituzionale è intervenuta sulla materia con la sentenza n. 399 del 11-20 dicembre 1996 che ha confermato la costituzionalità della legge 584 del 1975.