In
questi ultimi anni in Italia il panorama della droga sta cambiando
come si evince dalle quantità di stupefacenti sequestrati
che è attualmente l'unico indicatore attendibile dei consumi.
In particolare si è notato che l'uso dell'eroina è in diminuzione
mentre sta aumentando quello di cocaina, amfetamine e, soprattutto,
ecstasy.
Il tossicomane da strada socialmente emarginato lascia progressivamente
il posto al consumatore occasionale ed al tossicomane integrato
che riesce a conciliare l'assunzione di droga con il lavoro.
L'incremento del consumo della cocaina è dovuto alla strategia
di conquista del mercato messa in atto in questi ultimi tempi
dai cartelli colombiani, facilitati in questo dal fatto che
lo spaccio della cocaina è più conveniente in quanto si vende
molta droga a poche persone danarose mentre prima, con l'eroina,
si vendeva poca droga a tanta gente.
I sequestri di cocaina sono aumentati del 503% tra il 1993
ed il 1994 passando da Kg 1101 a Kg 6636: il record italiano
di tutti i tempi.
I dati dei sequestri relativi ai primi 10 mesi del 1994 e
del 1995 evidenziano che è tornato di moda il famigerato LSD
dagli effetti devastanti con un incremento del 30%.
L'incremento maggiore è stato, però, registrato per l'ecstasy
i cui sequestri in cinque anni sono aumentati del 5000% (passando
dalle 1691 dosi sequestrate nel 1990 alle 86.000 sequestrate
nel 1994) e del 144% tra il 1994 ed il 1995.
Anche l'hashish è aumentato dal 1993 al 1994 del 76% e dal
1994 al 1995 del 36%. Altri dati che devono fare riflettere
sono l'aumento del numero di giovanissimi utilizzati come
corrieri ed il fatto che il 50% delle persone coinvolte nel
traffico di droga proviene dalle quattro regioni a maggiore
rischio mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).
Ciò dimostra che il mercato è controllato dalla criminalità
organizzata.