Patrimonio


el dicembre 1816, spenti gli echi rivoluzionari e l'età dei Napoleonidi nonché sancite le determinazioni del Congresso di Vienna, l'Italia meridionale e la Sicilia costituivano il Regno delle Due Sicilie, per quanto, significativamente, indicati quali "domini" al di quà ed al di là del Faro. Il nuovo Stato trovava funzionale strutturazione nella nuova legge sull'organizzazione amministrativa del 12 dicembre dello stesso 1816, che definiva l'articolazione della struttura statale nelle Intendenze. La stessa legge sarebbe stata estesa ai territori al di là del Faro, la Sicilia, nell'ottobre 1817.
Nel contempo, veniva introdotta la "legge organica degli archivi", novembre 1818, dapprima relativamente al territorio continentale del Regno. In Sicilia la legge sarebbe stata introdotta a seguito del decreto del 1 agosto 1843, n. 8309. Dalla nuova fonte normativa derivava la costituzione del "Grande Archivio" di Palermo nonché di un archivio provinciale in ogni sede di Intendenza.
Caltanissetta, originariamente città feudale, a seguito della riforma amministrativa borbonica diveniva sede di Intendenza e, di conseguenza, di archivio provinciale. Quest'ultimo, secondo il decreto 8309 del 1843, aveva l'obbligo di "conservare secondo l'ordine dei tempi e delle materie le carte appartenenti alle antiche giurisdizioni ed amministrazioni comprese nella provincia" nonché quelle appartenenti alle "novelle giurisdizioni ed amministrazioni".
Dopo il 1860 gli archivi provinciali di impianto borbonico continuarono ad essere attivi per quanto, dal 1866, furono lasciati alle dipendenze delle province. Ritornarono nelle competenze della amministrazione statale nel 1932 con la denominazione di Archivi provinciali dello Stato e successivamente, a seguito della legge 22 dicembre 1939, n. 2006, con la denominazione di Sezioni di Archivi di Stato - in Sicilia, la definizione di Archivio di Stato fu attribuita solo all'Archivio di Palermo -. La vigente legge archivistica - D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 - ha introdotto la definizione univoca di Archivio di Stato.
Da quanto rappresentato emerge come il nucleo centrale della documentazione conservata sia costituito dal fondo Intendenza, con una peculiarità assai significativa in termini di continuità istituzionale. Il fondo, infatti, è articolato senza soluzione di continuità dal 1818 al 1876, sicchè, nei decenni scorsi, è stato predisposto un unico inventario Intendenza e Prefettura in cui le serie originarie proseguono dal 1818 al 1876. Altrettanto è avvenuto per i fondi giudiziari; in particolare, i Giudicati circondariali risultano aggregati, senza alcuna soluzione di continuità, ai susseguenti "giudicati di mandamento" e quindi, dal 1865, alle Preture. Lo strumento di ricerca fa riferimento alla unica definizione Pretura. Altrettanto dicasi per il Tribunale correzionale che risulta aggregato al Tribunale penale. Autonoma separazione ha potuto mantenere la Gran Corte criminale.
La documentazione notarile, in atto composta da circa 13.300 unità, abbraccia un arco cronologico che va dal 1490 al 1905.
Una recente acquisizione documentaria è costituita dal fondo Corpo delle miniere di Caltanissetta, comprendente l'archivio vecchio zolfo nonché l'archivio nuovo zolfo del Corpo delle miniere istituito nel 1862 alla dipendenze del Ministero di Agricoltura Industria e Commercio e transitato, nel 1966, alla Regione Siciliana; è costituito dalla documentazione amministrativa e tecnica attinente all'attività del Corpo e relativamente al territorio di Caltanissetta, Agrigento e Enna, di fatto il totale della cosiddetta 'area dello zolfo', compresi i cosiddetti 'piani di avanzamento' dell'attività estrattiva conservati per miniera; fanno parte del fondo le 'carte geologiche', alcune originarie della fine del secolo XIX.

 

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