Il progetto pedagogico del Servizio Diurno 

 

 

 

 

A cura:

 

Dr J. Lerminaux, Dr U. Bosco, Dr C. Calabrese, M.P. Matraxia, M. Gulino, A. Lombardo, A. Bufalino, A. Canta, R. Mangione

 

 

 

INDICE

 

 

 

Note introduttive 3
Presentazione del Centro Diurno 4
Il progetto pedagogico 8
Il programma pedagogico 10
1. Obiettivi e metodologia del gruppo-classe 10
2. Obiettivi e metodologia nella relazione individuale 11
Organizzazione del progetto educativo e riabilitativo 12
Obiettivi psicopedagogici delle attività 12
1.- attività individuali 12
2.- attività di gruppo 13
Attività interne 14
a.- Attività grafico-pittoriche 14
b.- Tessitura 14
c.- Attività di animazione teatrale 15
d.- Laboratorio di ceramica 15
f.- Attività con il gruppo di bambini autistici 16
g.- Attività con le famiglie
Attività esterne 19
a.- attività sportive 19
b.- Attività di rappresentazione teatrale 20
c.- Attività di autonomia per la vita indipendente 22

d.- Mostre e partecipazioni a fiere dell’artigianato e dell’industria

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Note introduttive

 

Il servizio diurno nasce come idea progettuale agli inizi degli anni ’80 dietro al bisogno espresso da moltissime famiglie di dare ai propri figli disabili un servizio qualificato per la riabilitazione e la formazione al lavoro.

 

In quel periodo nel territorio della provincia di Caltanissetta non esistevano ancora servizi a favore dei disabili, pur avendo a favore una legislazione nazionale e regionale fra le migliori in Europa, Caltanissetta si trovava indietro di almeno dieci anni rispetto ad altre città Italiane e le lacune da superare erano tantissime.

Il cammino da fare era lunghissimo ma grazie alle spinte delle famiglie e all’opera di sensibilizzazione sociale e politica portata avanti da Don Vincenzo Sorce partivano le prime iniziative, a livello di volontariato, a favore delle persone con difficoltà.

Il primo progetto è stata la realizzazione di una casa famiglia per donne disabili che prende il nome di "Casa Famiglia Rosetta".

Rosetta era una madre di famiglia, morta a 36 anni di dermosclerosi, ed e' stata una delle prime componenti del servizio. 

Successivamente nasce il centro di riabilitazione neuropsicomotorio e, ad esso associato, parte in forma sperimentale il primo nucleo di ragazzi del centro diurno, denominato inizialmente "Gruppo di Terapia Occupazionale".

Il gruppo pian piano cresce, da venti ragazzi iniziali si passa a 40 e la ricerca di una stabilità organizzativa viene realizzata grazie alla convenzione con l’unità sanitaria locale.

La convenzione sancisce un diritto per le persone disabili e le loro famiglie , che per tanti anni era stato violato dalle lentezze burocratiche e da un contesto culturale e politico povero di idee e inefficiente.

Il servizio diurno dopo la convenzione prende maggiormente forma organizzativa: cambia sede e si evolve pian piano in un servizio sempre più qualificato che si radica nel territorio come punto di riferimento di progetti pilota a favore dei disabili e come sostegno per le famiglie e per gli operatori del Terzo Settore (Scuole, Centri di Formazione Professionali, etc..).

In questa breve presentazione l’équipe di operatori descrivono il loro lavoro quotidiano insieme ai ragazzi, puntualizzando gli obiettivi del servizio, la sua metodologia con relativi contenuti e prospettano soprattutto il futuro del servizio che in questi anni si è sempre più integrato nella realtà sociale e culturale della città.

 

 

PRESENTAZIONE DEL CENTRO DIURNO

Il Centro Diurno è costituito da 40 soggetti portatori di handicap con differenti difficoltà che derivano da menomazioni fisiche, psichiche e/o sensoriali. Essi sono stati avviati al trattamento educativo e riabilitativo, tramite autorizzazioni rilasciate dalla A.U.S.L di Caltanissetta e Provincia.

La sede è ubicata dal 1989 in contrada Tucarbo presso una villa denominata "Villa S. Giuseppe" con sede legale in Via Biancardi 3, a Caltanissetta.

L’età dei nostri soggetti varia dall’adolescenza all’età adulta.

Il gruppo dei ragazzi, ha come riferimento didattico la strutturazione della "scuola rurale" , cioè suddiviso in piccoli gruppi formati da numero sei o sette soggetti con diversi livelli di sviluppo.

I ragazzi raggiungono la nostra sede per mezzo di due pulmini (messi a disposizione dalla struttura, insieme agli autisti e agli accompagnatori).

I ragazzi vengono prelevati dalle loro abitazioni alle ore 7.00 ed entro le ore 8.30 raggiungono la sede.

Il personale è composto da una équipe di operatori specializzati in vari settori: Maestri D'Arte, Fisioterapisti, Psicomotricisti, Operatori Socio Sanitari, Pedagogista, Psicologo, Assistente Sociale, Medici specialisti in Neuropsichiatria, Fisiatria, Ortopedia, in base agli standard definiti dalla legge N° 16 per i servizi socio-sanitari.

 L’organizzazione delle attività presso il Centro Diurno sono suddivise in quattro fasi, che sono così strutturate:

 Prima fase: accoglienza dei ragazzi.

Essa è il primo passo per il buon andamento della giornata, tenendo conto del fatto che il passaggio dall’ambiente familiare al Centro, produce dei cambiamenti allo stato interno di ogni ragazzo.

Tutti gli operatori si fanno trovare nella sala comune, accolgono i ragazzi, che ripongono le giacche negli appositi attaccapanni, contraddistinti dalla propria foto.

Ogni mattina gli operatori introducono una breve attività di socializzazione con tutto il gruppo: si aggiorna il calendario, si constatano le presenze e le assenze dei compagni e insieme si pianificano le attività della giornata. Alle 9.00 i ragazzi si dividono in gruppi e insieme ai propri operatori vanno nelle rispettive classi.

Ogni gruppo-classe è contraddistinto da un simbolo che raffigura diversi animali: leone, gatto, bassotto, pulcino, coccinella, gabbiano. Il simbolo è un segno di riconoscimento di facile apprendimento, ed ogni ragazzo si identifica in esso, stimolando il senso di identità e di appartenenza al gruppo.

 Seconda fase: attività polivalenti

 

 

 

Le attività polivalenti sono elaborate all’interno della propria classe. Ogni operatore con il gruppo inizia con una attività di socializzazione (preghiera, canto, danza) che da inizio alle attività giornaliere, che sono pianificate in una programmazione individualizzata e di gruppo.

 

 

 

  1. Terza fase: Il pranzo
  2.  

    I ragazzi giornalmente verso le 12.30 insieme agli operatori, vanno nella sala da pranzo, ogni gruppo a turno apparecchia e poi sparecchia la tavola.

     

  3. Quarta fase: ritorno a casa.

 

Verso le 14 in base all’organizzazione del servizio accompagnamento ogni gruppo si prepara per essere chiamati dall’accompagnatore e dall’autista per andare a casa.

 

IL PROGETTO PEDAGOGICO

 

Presenta:

1.- UN ASSE

2.- UNA CIRCOLAZIONE

3.- DEI CENTRI DI INTERESSE

 

1.- UN ASSE:

l’Asse rappresenta la direzione del nostro progetto pedagogico, il nostro obiettivo primario: lo sviluppo e la ri/strutturazione della personalità del giovane disabile, tramite l’utilizzo delle più moderne metodologie psicopedagogiche e riabilitative al fine di una efficace integrazione sociale, familiare e lavorativa.

 

2.- UNA CIRCOLAZIONE

 

Per realizzare il nostro obiettivo primario abbiamo organizzato una struttura comunitaria che in modo analogico esprime le dinamiche del ciclo vitale di tipo scolastico e del macrocosmo sociale.

Si tratta di una struttura che permette di sapersi orientare nella realtà della vita: con le sue regole, i suoi orari, i suoi ritmi, i suoi rapporti. Essa è strutturata in modo da mettere al centro la persona, per la conquista del suo benessere.

Le strutture del processo pedagogico si diversificano secondo il vissuto dei destinatari, da qui nasce l’importanza della diagnosi funzionale, intesa come comprensione in profondità del soggetto.

Questa dimensione è ancorata alla partecipazione delle famiglie che sono parte attiva del nostro progetto pedagogico.

  

3.- CENTRI DI INTERESSE

 

Si tratta di permettere all’utente di "centrarsi" su attività che siano a lui congeniali, dove ha la possibilità di esprimersi con fantasia e creatività e dove soprattutto si senta competente.

Si tratta per il ragazzo di sapersi proiettare nel futuro, riconquistando il senso del proprio essere e del proprio agire, del proprio soffrire e della sua vita, appropriandosene come suo proprio dominio.

 

IL PROGRAMMA PEDAGOGICO


 

  1. Obiettivi e metodologia del "gruppo-classe" 

Si esplicano attraverso una gamma di attività molto diverse, con centri di interesse che :

 

2.- Obiettivi e metodologia nella relazione individuale :

 

La programmazione del piano pedagogico individualizzato prevede per ciascun soggetto :

Un piano progressivo che si esplica:

 

 

 

Un approccio pedagogico relazionale, che comporti :

 

 

 

Integrazione sociale e formazione al lavoro : "scuola" come "metafora del futuro" :

 

 

 

ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO E RIABILITATIVO

 

Obiettivi psicopedagogici delle attivita’

 

Gli obiettivi psicopedagogici del Centro Diurno si raggiungono tramite diverse attività, che quali sono suddivise in individuale e di gruppo.

Queste attività sono inoltre strutturate in relazione al loro contesto attuativo: attività realizzate all'interno del Centro e attività realizzate all'esterno del Centro.

 

1.- attività individuali

Le attività individuali mirano allo sviluppo delle capacità residue e delle risorse -competenze presenti in ogni ragazzo. Esse vengono pianificate dopo la elaborazione della diagnosi funzionale e relazionale.

Il piano di intervento individualizzato ha come riferimento le seguenti aree:

 

    1. - Area cognitiva e metacognitiva:
    2. - capacità attentiva

      - Orientamento spaziale

      - Abilità di prescrittura e scrittura

      - Abilità logico-matematiche

    3. - Area comunicazione e linguaggio:
    4. - Comunicazione verbale

      - Comunicazione non verbale

      1.3 - Area abilità interpersonali e sociali

    5. - Area autonomia personale:
    6. - Alimentazione

      - Igene personale

      - Uso dell’orologio e gestione di sè rispetto al tempo

    7. - Area autonomia sociale:
    8. - Competenze sociali

      - Sicurezza personale ed uso dei mezzi pubblici e privati

    9. - Area motricità e percezione:
    10. - Abilità grosso-motorie

      - Abilità fino-motorie

      - Percezione visiva, tattile, olfattiva,

      - Uditiva e cinestesico

    11. - Area abilità espressive e creative:

- Abilità espressive

- Competenze lavorative

 

2.- ATTIVITA’ DI GRUPPO

 

Le attività di gruppo includono una vasta gamma di iniziative che mirano a potenziare: la socializzazione, le competenze relazionali, le competenze sociali, quelle lavorative e quelle creative.

Per raggiungere questi obiettivi, si è pianificata una programmazione di attività che vengono realizzate sia all’interno che all’esterno del Centro.

Tutte le attività hanno una pianificazione annuale con un monitoraggio ed una verifica che viene effettuata a breve e a lungo termine (giornaliera, settimanale, mensile, annuale).

Descriviamo sinteticamente le attività più significative da noi portate avanti nel corso degli anni 1995/96 - 1996/97:

 

ATTIVITA’ INTERNE

 

 

L’esperienza acquisita in vari anni di lavoro nel Centro Diurno, ha permesso di selezionare una serie di attività grafico-pittoriche, di tessitura, di manipolazione, di ceramica, di drammatizzazione e ricerca d’espressione ritmica e musicale partendo dal presupposto che ognuna di queste attività viene accolta con grande disponibilità e dunque condotta con competenza dall’utente quando viene proposta al giusto livello; e poiché ognuna di queste attività si esplica attraverso fasi più o meno complesse da portare avanti, l’operatore conduce l’esperienza affidando ad uno o più ragazzi le varie fasi del compito, specializzandolo in quella fase in cui l’utente si mostra competente.

a.- Attività grafico-pittoriche

Per ciò che riguarda l’attività grafico-pittorica vengono utilizzati un numero illimitato di strumenti cromatici: dalla matita, al gessetto, al pastello, alla tempera, all’acrilico, etc.. con interessanti lavori di composizione o sovrapposizione di più tecniche con l’elaborazione finale di prodotti individuali o collettivi.

 

 

 

b.- Tessitura

 

Relativamente alla tessitura attraverso la tecnica del teneriffe un gruppo di ragazzi ha potuto elaborare una serie di manufatti interessanti e danno loro la possibilità di utilizzare strumenti come: telai, ago, filati di vario genere (lana, cotone, rafia, etc..) seguendo dei ritmi e delle sequenze ben precise.

inoltre si eseguono lavori ad intreccio, utilizzando anche tecniche di lavorazione a maglia, ad uncinetto e ricamo.

particolarmente interessante è l’atelier di cucito che in genere viene allestito nei periodi di preparazione delle drammatizzazione teatrali. In questo contesto si eseguono lavori di taglio e di cucito degli abiti e dei costumi integrando materiali come stoffe, carta, spugna, etc.. in un clima di grande creatività.

c.- Attività di animazione teatrale

 

La programmazione pedagogica prevede durante l’anno dei periodi di intensa attività di animazione teatrale che si sviluppa all’interno della struttura e che si manifestano nella fase conclusiva presso scuole e teatri.

All’interno della struttura si attivano i laboratori di animazione musicale, di scenografia e di danza, che coinvolgono attivamente tutto il gruppo di lavoro.

Queste attività hanno un alto contenuto pedagogico ed educativo in quanto i ragazzi manifestano tutte le loro risorse, e apprendono utilizzando medium espressivi diversi.

Oltre alla preparazione coreografica grande rilievo è data alla preparazione scenografica che si avvale oltre che delle tecniche pittoriche di cui abbiamo già parlato, della progettazione e realizzazione dei costumi.

 

d.- Laboratorio di ceramica

 

Le tecniche di manipolazione della creta in un primo momento, mettono il soggetto nella condizione di provare una vasta gamma di esperienze: toccare, premere, torcere, tagliare, spezzare, riunire, sovrapporre etc.. momenti basilari che vengono successivamente utilizzati in ognuna delle specifiche tecniche della lavorazione ceramica che si avvale di un attrezzato laboratorio che ci permette di eseguire lavori di bassorilievo, altorilievo, costruzioni a colombino, tecnica a lastra, modellatura, e infine la tecnica del colaggio attraverso i calchi di gesso che ci hanno permesso di realizzare manufatti di buon livello tecnico.

L’oggetto nasce dunque dalle mani del ragazzo che via via segue le differenti fasi di lavorazione, che sono: l’essiccazione, la rifinitura, la prima cottura; una volta sfornato il prodotto viene selezionato e quello più integro viene rifinito, smaltato e decorato per essere nuovamente cotto.

Una volta ultimato il prodotto ceramico viene presentato al pubblico in una vetrina espositiva, che a turno viene gestita da un gruppo di ragazzi che ne promuove la commercializzazione insieme ad altri elaborati pittorici o manufatti di cartapesta o di tessitura.

 

 

 

f.- Attività con il gruppo dei bambini autistici

Per entrare nello specifico dell’autismo, il gruppo chiamato "Gabbiano" è costituito attualmente da sei ragazzi.

Il programma è portato avanti da una équipe formata dal neuropsichiatra infantile, lo psicologo, la pedagogista, una psicomotricista, l’operatore, e a giorni alterni, due tirocinanti psicomotricisti del primo anno e due del secondo.

Lo schema tipico di una giornata è il seguente:

  1. Arrivo e primo momento di socializzazione insieme ai ragazzi degli altri gruppi;
  2. Ingresso in classe e sistemazione della stessa;
  3. Attività;
  4. Break e libero gioco;
  5. Attività;
  6. Sistemazione della stanza per il pranzo;
  7. Pranzo;
  8. Sistemazione della classe e relax;
  9. Ritorno a casa.

L'intervento che è prevalentemente di tipo individuale viene elaborato tramite una serie di strumenti testologici, quali: l'analisi del compito (Task Analysis), il P.E.P. test, il test di Guilmainn, il test del mondo, lo studio dei riflessi arcaici. Queste informazioni sono la base di partenza per l'elaborazione della diagnosi funzionale e relazionale.

 

Da questo lavoro si individuano la emergenze, cioè le potenzialità e le risorse di base di ogni soggetto, che divengono all'interno della programmazione didattica individualizzata, gli obiettivi da raggiungere a breve, a medio e a lungo termine.

Il piano d’intervento che ne scaturisce, interviene sulle seguenti aree:

 

Attività specifiche riguardano l’autonomia personale (alimentazione, autonomia personale, controllo sfinterico, vestirsi e svestirsi).

 

Da molti anni il Centro si avvale della consulenza di un neuropsichiatra belga, Prof. Lerminaux, che porta avanti un approccio di tipo relazionale, stimolando il contatto corporeo in relazione al livello di sviluppo del bambino. Attraverso l'osservazione dei riflessi arcaici presenti si stabilisce l'età comportamentale del bambino che può essere riferita al periodo prenatale o postnatale.

Maggiore attenzione va posta per i bambini che si trovano ad un livello prenatale, in questi casi l'intervento privilegia la tecnica del maternage con relative stimolazioni sensoriali (visiva, uditiva, cinestesica, olfattiva, tattile). L'obiettivo dell'intervento è quello di condurre il bambino nell'utero predisponendo tutte quelle condizioni che possano riportarlo all'esperienza prenatale (luce soffusa, suoni dolci, colori caldi, etc.)

 

 

 

g.- ATTIVITA' CON LE FAMIGLIE

 

Gli incontri con le famiglie rappresentano i momenti più importanti delle attività condotte presso il Centro Diurno, questi incontri si configurano come:

 

 

 

 

 

Le attività con le famiglie sono organizzate in incontri con la coppia genitoriale ed in incontro di gruppo.

 

Gli incontri con la coppia genitoriale sono seguite dallo psicologo e dall'operatore, hanno l'obiettivo di verificare il piano di intervento educativo-riabilitativo e di sostenere e aiutare la coppia per meglio gestire le relazioni con i figli. E' un intervento che si iscrive nella terapia educazionale.

Nelle famiglie in cui sono presenti conflitti di coppia che interferiscono sul piano del sottosistema genitoriale vengono proposti incontri di terapia familiare o di coppia, seguiti dallo psicologo specializzato in terapia familiare e da un osservatore neutrale che spesso è l'operatore, l'assistente sociale o la psicopedagogista.

 

Negli incontri di gruppo sono presenti tutte le famiglie dei nostri utenti, coordinati dallo psicologo, dalla psicopedagogista e dall'assistente sociale. I motivi che ci spingono ad organizzare questi incontri sono quelli di offrire loro delle informazioni sulle strategie comportamentali e relazionali, ma soprattutto nel realizzare uno spazio di contatto con se stessi, di accoglienza delle loro esperienze e dei loro vissuti, di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle loro pratiche educative con altri genitori.

 

La coppia genitoriale è un partner competente, partiamo dalle loro risorse piuttosto che dalle loro difficoltà, il nostro intervento si fonda sul sentimento di competenza e di fiducdia del genitore, sulla valorizzazione del suo ruolo.

Il centro del processo educativo è la ricerca del benessere del genitore e della felicità dei propri figli.

 

Questi incontri hanno i seguenti obiettivi:

 

 

 

 

 

 

 

ATTIVITA’ ESTERNE

 

a.- Attività sportive:

 

Nel maggio del 1988 viene costituita la società sportiva "Casa Famiglia Rosetta" nell’ambito delle iniziative volte a promuovere l’integrazione sociale del disabile.

Lo sport per i suoi contenuti educativi e relazionali si contrappone alla passività e all’autocommiserazione che spesso si riscontrano come pregiudizi da parte della società. Le attività sportive così come avviene nei normodotati, ripristino maggiore fiducia in se stessi, alle proprie capacità e possibilità, offrendo al ragazzo una diversa immagine di sé che gli permette di interagire con gli altri con più serenità e voglia di essere al mondo.

Dalla costituzione della società sportiva ad oggi, le attività sportive vengono pianificate durante l’arco dell’anno, nel nostro progetto pedagogico.

Esse sono coordinate da un tecnico specializzato che porta avanti una programmazione psicomotoria, sportiva e ricreativa che tiene conto delle diverse abilità e potenzialità di ogni singolo soggetto.

Dal 1988 ad oggi abbiamo partecipato a diverse gare e manifestazioni a livello provinciale, regionale e nazionale, e molti dei nostri ragazzi e ragazze hanno avuto le capacità e quindi la gratificazione di salire sul podio diverse volte.

 

 

b.- Attività di rappresentazione teatrale

Le attività di rappresentazione teatrale hanno un forte contenuto educativo: inventare una scena, drammatizzarla, scegliere la musica, provarla dando vita a tutte quelle operazioni dove alla fine nasce una rappresentazione vera e propria.

Queste attività sono da considerarsi come momenti fondamentali di un processo educativo che contribuiscono a sviluppare nei partecipanti la fantasia, la creatività, il sentimento del sé, la sicurezza della propria identità, migliorando la comunicazione verbale e gestuale.

 

Da più anni, il nostro progetto pedagogico pone molta attenzione a questa attività. Essa infatti, grazie ai risultati ottenuti durante le rappresentazioni pubbliche (sia presso le scuole che a teatro) ha spinto e incoraggiato i ragazzi e gli operatori ad approfondire la ricerca in tale campo.

Le ultime due rappresentazioni svolte presso un teatro pubblico hanno avuto la partecipazione della cittadinanza di Caltanissetta, con un successo clamoroso, che ha messo alla ribalta i nostri giovani attori.

 

 

 

c.- Attività di autonomia sociale per la vita indipendente

 

Il nostro progetto pedagogico pone molta importanza alle attività di autonomia personale e sociale. Le principali esperienze effettuate in questi anni sono stati:

 

- Visite ai mercatini rionali e ai supermercati: per l’acquisto di materiale sia per i laboratori che per uso personale, finalizzati alla conoscenza e all’uso del denaro.

Attività di socializzazione con le scuole: sono momenti molto importanti per i nostri ragazzi, in quanto hanno la possibilità di farsi conoscere e socializzare con i bambini delle scuole elementari e medie inferiori. Notevole è lo scambio di esperienze soprattutto a livello di animazione culturale, di canti, danze e scambi di doni.

  

- Gite, escursioni e soggiorni estivi: Ogni anno nel periodo estivo si organizzano soggiorni residenziali al mare o in montagna scegliendo anno dopo anno località diverse.

E’ un momento di gioco, di relax e di socializzazione di tutto il gruppo che si apre al mondo esterno, favorendo la nascita di nuove amicizie con scambi di esperienze, stimolando lo sviluppo di nuove collaborazioni.

Con le stesse finalità periodicamente si effettuano gite ed escursioni sia a mare che in montagna, facendo colazione a sacco. Sono questi momenti di grande condivisione e di socializzazione.

  

Mostre e partecipazioni a fiere dell’artigianato e dell’industria

 

L’intensa attività di produzione artigianale (ceramica, tessitura, pittura) ci ha permesso di presentare ad un pubblico più vasto i nostri manufatti.

Interessanti sono state le partecipazioni alle fiere dell’artigianato e dell’industria promosse dagli enti locali, dove abbiamo allestito i nostri stand e pubblicizzato i nostri lavori.

Periodicamente si effettuano delle mostre presso le scuole pubbliche e presso strutture appositamente adibite a queste manifestazioni.

Tutte queste manifestazioni mirano a promuovere la sensibilizzazione e la conoscenza delle problematiche dell’handicap nel territorio, oltre che a favorire l’integrazione sociale e lavorativa del giovane in difficoltà.

 

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