tre titoli alla settimana
Home page

indice recensioni

altri siti
L'alchimista
Paulo CoehloBompiani 1995

    Santiago sino a sedici anni è stato in seminario, ma, spinto dal desiderio di viaggiare, ha confidato al padre la sua intenzione di abbandonare gli studi. Il padre ha capito e Santiago è divenuto un pastore errante per l'Andalusia. Sotto la suggestione di un sogno, che lo incita ad andare presso le Piramidi d'Egitto, Santiago vende il suo gregge, consigliato da un vecchio che lo spinge ad obbedire al sogno.
    "Chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perchè questo desiderio è nato nell'anima dell'Universo. Quella cosa rappresenta la tua missione sulla Terra... L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini ... Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una cosa sola. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinchè tu realizzi il tuo desiderio." Il ragazzo si reca a Tangeri, ma viene derubato di tutto quello che possiede. Senza denaro, trova lavoro presso un mercante di Cristalli, alla cui attività dà un così vivace impulso che entrambi presto si arricchiscono. Riesce a riprendere il viaggio verso l'Egitto con una Carovana, tra i cui passeggeri c'è un inglese alla ricerca di un famoso alchimista. Costui abita in un'oasi: arrivati lì, la Carovana è costretta a fare una sosta forzata perchè è scoppiata una guerra tra i clan del deserto. Santiago e l'inglese cercano l'alchimista senza però trovarlo. Intanto, il giovane incontra Fatima, una donna del deserto, alla quale confida il suo passato e i suoi sogni. Nasce tra i due l'amore, spontaneo e libero: Fatima non gli impedisce di continuare il viaggio. "Desidero che anche il mio uomo possa muoversi libero come il vento che sposta le dune. Desidero anch'io poter vedere il mio uomo nelle nuvole, negli animali, nell'acqua."
    Contro ogni tradizione, l'oasi è attaccata dai guerrieri, ma tutto è salvo perchè Santiago aveva avuto una premonizione e aveva avvertito i capi dell'oasi. In quest'occasione, Santiago incontra l'Alchimista, che lo induce a partire insieme a lui verso le Piramidi. Sarà un viaggio ricco di riflessioni e di incontri. L'Alchimista gli insegna ad ascoltare il cuore, a capirlo, a non averne paura.
    "Perchè devo ascoltare il mio cuore?"
    "Perchè non riuscirai mai a farlo stare zitto. E per questo quanto tu finga di non ascoltare ciò che dice, sarà sempre nel tuo petto e continuerà a ripetere quello che pensa della vita e del mondo."
    "Anche se è traditore?"
    "Il tradimento è il colpo che non ti aspetti. E se tu saprai conoscere bene il tuo cuore, esso non te lo darà mai. Perchè conoscerai i tuoi sogni e i tuoi desideri e saprai fronteggiarli. Nessuno riesce e sfuggire al proprio cuore. Quindi è meglio ascoltare ciò che dice. Perchè non si abbatta mai quel colpo che non ti aspetti."

    Catturati da alcuni guerrieri delle dune, i due si salvano con un miracolo: il ragazzo riesce, nell'ora del pericolo, ad entrare in contatto con l'Anima del Mondo. Vicino alle Piramidi, l'Alchimista lo lascia solo.
    Il ragazzo, di notte, arriva presso gli antichi monumenti, scava nel punto in cui sono cadute le sue lacrime di gioia, ma viene trovato dai briganti e picchiato a sangue. Uno di loro, lasciandolo tramortito, ma vivo, gli suggerisce involontariamente la soluzione del suo sogno. Santiago troverà il suo tesoro e con esso la possibilità di tornare da Fatima, che lo aspetta. La trama è suggestiva: il ritmo lento sembra quello di un cammello, che attraversa le onde bionde del deserto. Palme, silenzi, ladri e donne velate; zingari, maghi e generali; guerrieri, monaci e alchimisti ... La fantasia è stuzzicata, l'immaginazione prende il volo.
    Un uomo di genio divise una volta le ragioni del cuore da quelle della ragione. La formula ebbe successo: i baci Perugina fecero il resto.
    Non ho mai creduto a tale divisione: cuore e mente sono due "diversi" modi che "lo stesso uomo" ha per comunicare "simultaneamente" con l'esterno.
    Del cuore si ha più paura, perchè i suoi segnali sono forti, ma non sempre chiari dato che la ragione urla la sua pretesa (e lo confonde e si confonde) d'essere più luminosa.
    La luce appiattisce le cose ed è l'ombra che dà loro spessore. Cuore e mente sono la nostra unica voce: bisognerebbe sussurrarlo piano ai giovani che dubitano dell'una e dell'altra e che rischiano il silenzio.