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Alexis
A lexis scrive alla moglie una lettera in cui racconta la sua vita. Nato da una vecchia famiglia della Boemia del Nord ormai impoverita ("c'è qualcosa di patetico nelle ristrettezze delle vecchie famiglie: pare vi si continui a vivere per fedeltà ...") vive la sua infanzia in una grande casa, dove si respira tristezza ("si dice che le vecchie case contengano sempre fantasmi; io non ne ho mai visti... Forse comprendevo già che i fantasmi sono invisibili perchè li portiamo in noi. Ma ciò che rende inquietanti le vecchie case non è che i fantasmi vi siano, è che possono essercene .."). La sua salute è precaria, ma riesce ugualmente a studiare in collegio e a dedicarsi alla musica.Negli anni dell'adolescenza, scopre la sua omosessualità: "non posso ricordare pensieri che non fossero innocenti, poichè, quando cessarono di esserlo, non li controllavo già più. In questo momento, in cui sembro allontanarmi dalla natura, lascia che io la lodi per quel suo essere presente dappertutto sotto forma di necessità. Il frutto cade soltanto alla sua ora, quando il peso vince la lunga resistenza e riesce a tirarlo verso terra: non c'è altra fatalità che quell'intima maturazione ... Quel mattino, incontrai la bellezza..." Senza aspettarsi incoraggiamento o pietà, senza mai poter chiedere consiglio, comincia per Alexis una lotta estenuante per non essere posseduto del tutto da un istinto, che si rivela invincibile. Non si tratta di tentazioni d'amore: "Non mi vanto di aver amato. Ho troppo sentito quanto quanto siano brevi le emozioni più vive, per voler trarre, dall'avvicinamento di esseri perituri ... un sentimento che si pretende immortale ... Sento fin troppo bene che l'anima invecchia come la carne." Alexis vive di tenerezze fuggevoli, di ricordi, di momenti: quel che gli interessa è la vita, la vita che è "il mistero di ogni essere .. così mirabile che la si può sempre amare." Incapace di accettare sino in fondo le conseguenze della sua omosessualità, Alexis finisce con lo sposarsi ("Mi credevo in diritto, o piuttosto in dovere, di non respingere l'unica possibilità di salvezza che mi offriva la vita. Mi sentivo giunto al limite del coraggio: comprendevo che da solo non sarei più guarito. E volevo guarire, a quell'epoca.") E' un disastro, malgrado l'amore tenerissimo della moglie e la nascita di un figlio. Alla fine, la resa: alla natura, al suo vero essere. La lettera sancisce un abbandono, una chiarificazione, un addio. "Se è difficile vivere, è ancora più difficile spiegare la propria vita ... Ti chiedo scusa, il più umilmente possibile, non tanto di lasciarti, quanto di essere rimasto così a lungo". Si tratta di un breve testo dal ritmo lento, dolcissimo e vibrante. Come sempre, quest'autrice si rivela capace di esprimere le contraddizioni insieme del suo cuore e della mente, sin nelle più raffinate sfumature. In quest'opera giovanile tanti sono i motivi che possiamo scoprire: il fascino della musica e del silenzio; la difficoltà di comunicare con le parole; la solitudine; la relatività dei sentimenti e l'inevitabilità dell'istinto; la volontà e la carne; la responsabilità della scelta inevitabile: la libertà sessuale come problema di libertà d'espressione .. Il linguaggio non è mai brutale, ma spoglio, quasi astratto, come dice la stessa autrice. "Come ogni racconto scritto in prima persona, Alexis è il ritratto di una voce." Un ritratto indimenticabile. |