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L'amico americano
Patricia HighsmithBompiani 1978

    Tom Ripley, uomo la cui attività non conosce,se non in maniera imprecisa, il confine tra la legalità e l'illegalità, cerca per conto di Reeves Minot un killer al di sopra di ogni sospetto, che possa commettere due omicidi. "Qualcuno che lo faccia per i soldi, solo per i soldi. Non c'è bisogno che sia un professionista. Gli prepariamo noi il terreno. Sarà ... come assassini pubblici. Ci vuole qualcuno che anche se interrogato dia l'impressione di essere assolutamente incapace di una cosa simile." A Ripley viene in mente, per caso, Jonathan Trevanny, un modesto corniciaio che vive a Fointainebleu con la moglie e il figlio. Jonathan voleva fare l'attore o comunque frequentare un ambiente di artisti e intellettuali: invece, si è ridotto a fare l'artigiano di provincia, contento solo del suo matrimonio con Simone. Jonathan è malato: una mielosi leucemica gli ha tolto la speranza di vivere a lungo. I medici gli hanno infatti dato al massimo dodici anni di vita. Tom Riply sa della malattia e della fine imminente, sa che Simone e il figlio costituiscono una preoccupazione per Jonathan, che non nuota nell'oro. E così Reeves si mette in contatto con Trevanny, che rimane sconcertato, disgustato, ma ... finisce con l'accettare. Lo stesso Ripley, che in fondo aveva suggerito il nome un po' a caso, per mettere più che altro a disagio Jonathan (che considerava saccente ed ipocrita), rimane sorpreso. Il primo omicidio si svolge come previsto, ma è il secondo che crea qualche difficoltà. Jonathan sarebbe perduto se non intervenisse direttamente lo stesso Ripley, che lo ha seguito per cavarlo dai guai. Ricevuti i soldi, Jonathan si trova però non solo a fronteggiare le domande e i sospetti di Simone, al cui amore tiene più che ad ogni altra cosa al mondo, ma anche a difendersi da misteriosi killer sulle sue tracce.
    Gli è accanto Tom Ripley con la sua esperienza e abilità. Una serie di colpi di scena, di inseguimenti, di trappole ben congegnate, evitate, programmate sino alla conclusione finale che lascia però l'amaro in bocca. Simone e il figlio avranno il futuro assicurato da una piccola fortuna ammassata in Svizzera, ma Jonathan muore e con lui il sospetto e il dubbio della moglie. Si tratta di un testo "facile", che si legge d'un fiato, dato il ritmo veloce. Come sempre, Patricia Highsmith nasconde nel quotidiano più banale la possibilità del male. Nessuno ne è immune: anche l'amore per gli altri, la sincera preoccupazione per il loro futuro può dar vita ad azioni criminose. E una volta che il viaggio è iniziato ... tutto può accadere. Dal libro è stato tratto un film di W.Wenders, buono.