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Amrita
Banana YoshimotoFeltrinelli 1997

    Sakumi è una giovane donna, la cui madre rimasta vedova, si è risposata, ha avuto un figlio Yoshio, e poi si è divisa dal secondo marito. Adesso tutti e tre vivono insieme con un'amica, ospite temporanea a causa dei suoi gravi problemi familiari che l'hanno costretta a lasciare la sua casa. Sakumi aveva una sorella, la bellissima Mayu, attrice inquieta che con ogni probabilità è morta suicida, lasciando nella disperazione non solo i suoi, ma anche il fidanzato Ryuichiro, scrittore di una certa fama. Ryuichiro si innamora di Sakumi e insieme viaggiano, conoscendo, tra gli altri, una coppia stravagante: Kozumi e Saseko dalla voce magnifica, dotato di poteri paranormali, in grado di entrare in contatto con i defunti. Ma anche il fratello di Sakumi è dotato di simili poteri; è piccolo e ne soffre, anche se l'affetto della sorella lo renderà sempre più sicuro. Tra incontri e personaggi vari, Sakumi stabilizza il suo rapporto col fidanzato della sorella, decidendo di abbandonarsi al sentimento che li unisce. Lo stile della Yoshimoto è lo stesso di sempre: periodi brevi, illuminanti, agilmente descrittivi, poeticamente sintetici. Ma il guaio, qui, è che la vicenda non esiste e non esistono neanche i personaggi in quanto tali. Tutto è confuso e pasticciato tanto che anche le pagine più riuscite sembrano afflosciarsi, non sostenute dal vigore necessario. Forse si tratta di inesperienza (è il primo romanzo lungo di Banana Yoshimoto) o forse l'ispirazione poetica propria di questa scrittrice ha bisogno di minor spazio e più concentrazione per riuscire a trovare la sua espressione più adeguata. Certo è che questo libro è un bruttissimo libro: prolisso, stanco, noioso. Troppi poteri paranormali, troppi fantasmi, troppi fenomeni strani e immotivati: sembra una festa con troppa gente di estrazione diversa, che parla tanto e non dice niente.
    Non si capisce neppure il senso di tante critiche positive, come se ci si vergognasse di ammettere che una buona autrice ha scritto, una volta tanto (può capitare, essendo gli scrittori degli "umani") un testo sbagliato. Amrita non è un libro da comprare, essendo impossibile godere di quel che la Yoshimoto scrive.