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Angeli e insetti
I l testo è diviso in due lunghi racconti: Morpho
Eugenia e L'angelo coniugale. Nella prima parte (dalla quale è stato tratto un film di
notevole fattura e assolutamente fedele al testo) si narra di William Adamson, un giovane
esploratore appena tornato dall'Amazzonia e ospite di casa Alabaster. Coinvolto dalla
gentilezza del padrone di casa (che è anche un buon datore di lavoro, dato il suo confuso
collezionismo di farfalle e insetti, provenienti da ogni parte del mondo), William finisce
con l'innamorarsi di Eugenia, la figlia del suo ospite, donna bellissima e misteriosa. Si
sposano e hanno molti figli: William, occupato nell'ordinare le collezioni del suocero,
sente di giorno in giorno perduto il tempo delle avventure, quando Matty, l'istitutrice di
casa Alabaster, giovane e silenziosa ricercatrice, lo invita a comporre un libro a quattro
mani. Il progetto si rivela entusiasmante: Matty è intelligente e acuta e disegna
magnificamente. Il libro ha successo. Intanto, per una serie di circostanze, William si
rende conto dell'infelicità della sua vita coniugale e ne scopre il terribile segreto. La
consapevolezza della realtà, gli dà la forza per andare via verso nuove terre e nuove
avventure a fianco di Matty, che lo ama e ne condivide le aspirazioni. La seconda parte
del libro è dedicata a Lilias Papagay e a Sophy Sheekhy, due donne che, date le evidenti
qualità medianiche di Sophy, sono invitate da chi desidera mettersi a contatto con i
propri cari defunti. Si recano, quindi, a casa di Emily Tennyson, sorella del poeta
Alfred, che in gioventù era stata legata a Arthur Hallam, morto precocemente. La fine del
giovane aveva segnato la vita di Alfred e di Emily, che pur sposandosi, non si è mai
liberata del ricordo e del rimorso. Lo spirito sarà rievocato ed Emily si libererà del
suo passato. Anche Lilias sarà, alla fine, felice, ritrovando il marito scomparso da anni
e ritenuto morto.
Questi esili riassunti sono però ben povera cosa rispetto al testo vero e proprio. La
Byatt è un'autrice complessa, le cui storie si incastrano l'una nell'altra con varianti,
riferimenti, disgressioni di notevole ampiezza e fascino. Nella prima parte si parla di
farfalle, di api e di formiche; si parla di Darwin e di Dio e della responsabilità
dell'uomo; si parla di sesso e di incesto, di eticità e di amoralità. nella seconda
parte di angeli e di morti, di poesia e di eternità, di dolore e di redenzione, di Tennyson
e di Keats. Il registro lessicale della Byatt cambia prodigiosamente davanti ai nostri
occhi: ci sono pagine di scienze naturali e di teologia, brani poetici e favolistici ...
Siamo di fronte ad una personalità letteraria di grande spessore: una delle autrici in
assoluto più interessanti tra quelle contemporane europee.
Un libro non facile, per intenditori.
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