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Angeli e insetti

A. S. Byatt Einaudi 1994

    Il testo è diviso in due lunghi racconti: Morpho Eugenia e L'angelo coniugale. Nella prima parte (dalla quale è stato tratto un film di notevole fattura e assolutamente fedele al testo) si narra di William Adamson, un giovane esploratore appena tornato dall'Amazzonia e ospite di casa Alabaster. Coinvolto dalla gentilezza del padrone di casa (che è anche un buon datore di lavoro, dato il suo confuso collezionismo di farfalle e insetti, provenienti da ogni parte del mondo), William finisce con l'innamorarsi di Eugenia, la figlia del suo ospite, donna bellissima e misteriosa. Si sposano e hanno molti figli: William, occupato nell'ordinare le collezioni del suocero, sente di giorno in giorno perduto il tempo delle avventure, quando Matty, l'istitutrice di casa Alabaster, giovane e silenziosa ricercatrice, lo invita a comporre un libro a quattro mani. Il progetto si rivela entusiasmante: Matty è intelligente e acuta e disegna magnificamente. Il libro ha successo. Intanto, per una serie di circostanze, William si rende conto dell'infelicità della sua vita coniugale e ne scopre il terribile segreto. La consapevolezza della realtà, gli dà la forza per andare via verso nuove terre e nuove avventure a fianco di Matty, che lo ama e ne condivide le aspirazioni. La seconda parte del libro è dedicata a Lilias Papagay e a Sophy Sheekhy, due donne che, date le evidenti qualità medianiche di Sophy, sono invitate da chi desidera mettersi a contatto con i propri cari defunti. Si recano, quindi, a casa di Emily Tennyson, sorella del poeta Alfred, che in gioventù era stata legata a Arthur Hallam, morto precocemente. La fine del giovane aveva segnato la vita di Alfred e di Emily, che pur sposandosi, non si è mai liberata del ricordo e del rimorso. Lo spirito sarà rievocato ed Emily si libererà del suo passato. Anche Lilias sarà, alla fine, felice, ritrovando il marito scomparso da anni e ritenuto morto.
    Questi esili riassunti sono però ben povera cosa rispetto al testo vero e proprio. La Byatt è un'autrice complessa, le cui storie si incastrano l'una nell'altra con varianti, riferimenti, disgressioni di notevole ampiezza e fascino. Nella prima parte si parla di farfalle, di api e di formiche; si parla di Darwin e di Dio e della responsabilità dell'uomo; si parla di sesso e di incesto, di eticità e di amoralità. nella seconda parte di angeli e di morti, di poesia e di eternità, di dolore e di redenzione, di Tennyson e di Keats. Il registro lessicale della Byatt cambia prodigiosamente davanti ai nostri occhi: ci sono pagine di scienze naturali e di teologia, brani poetici e favolistici ... Siamo di fronte ad una personalità letteraria di grande spessore: una delle autrici in assoluto più interessanti tra quelle contemporane europee.
    Un libro non facile, per intenditori.