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Autobiografia di mia madre
D a una scrittrice di Antigua un ottimo libro, dallo stile cupo, denso, forte. Xuela, di madre cariba e di padre per metà scozzese e per metà africano, è da lui abbandonata ad una famiglia di conoscenti, dopo che la madre è morta di parto. Xuela vive senza amore, senza baci nè carezze: l'esistenza la incuriosisce, ma non ne sente il fascino vigoroso, che avverte chi è stato amato sin da piccolo. Xuela ha fatto della indifferenza la sua arma di sopravvivenza: non sa che cosa significhi volere bene, ma non se ne dispera. Va a scuola così come vuole il padre, che la va a trovare di tanto in tanto. Quando lui si risposa, la rivuole con sè, ma la matrigna, che darà all'uomo due figli, la odia e tenta di ucciderla. Xuela conosce il sesso: si compiace del fascino che esercita sugli uomini, rimane incinta, abortisce da sola. Fugge via, fa l'operaia, è ripresa dal padre e alla fine si sposa senza amore con un brav'uomo, bianco: la razza dei vincitori. Non sarà mai felice, consapevole che la perdita iniziale della madre ha condizionato tutta la sua vita. Il racconto è ambientato ai Caraibi, tra il verde confuso di una vegetazione selvaggia, che sembra ancora popolata da arcane divinità, e l'azzurro spietato del cielo accecante e del mare infinito, dal qaule un tempo vennero i conquistatori. E il sangue dei vinti si impoverì di paura, di silenzio, di terrore: la dignità dell'uomo, la libertà, la capacità di sollevare la testa e pretendere la felicità non furono più valori trasmissibili .... Xuela e la sua gente lo sanno sin dalla nascita. " Cos'è che fa girare il mondo? Chi ha bisogno di una risposta a questa domanda? Un uomo che è fiero del colore pallido della sua pelle tiene in gran conto questo colore soprattutto perchè esso non è l'esaudimento di un desiderio, non ha richiesto nessun sforzo da parte sua: semplicemente quell'uomo è nato in quel modo .... Quell'uomo sta su un'altura .. e tutto ciò che vede di lassù ... egli sa, con ferrea certezza, che dovrebbe essere suo. Io non posseggo nulla, io non sono un uomo."Nelle pagine, densissime di osservazioni e di splendide pause descrittive, la storia di questa donna si intreccia con la storia di un intero popolo. "E' triste che, a meno che non si nasca dei, la propria vita sia, fin dall'inizio, un mistero. Si viene concepiti; si nasce: queste sono cose vere, e come potrebbero non esserlo, ma noi non le conosciamo; dobbiamo limitarci a credervi, perche' non c'è altra spiegazione ... Ma chi siamo Noi? Un mistero al quale nessuno può rispondere, neppure noi stessi. E perchè no, perchè no?" E' un libro, questo, che non appartiene all'Europa e alla sua cultura: proprio per questo è da leggere. Le pagine sono espressione di un'intelligenza forte e di una sensibilità antica. "Io appartengo ai vinti, appartengo agli sconfitti. Il passato è un punto fisso, il futuro è aperto a tutte le alternative; per me il futuro deve essere capace di far luce sul passato così che nella mia sconfitta possa germogliare il seme della mia vendetta. Il mio impulso è verso il bene, il mio bene è servire me stessa. Io non sono un popolo, non sono una nazione. Desidero solo fare di tanto in tanto delle mie azioni le azioni di un popolo, le azioni di una nazione." |