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La torre di Babele
F rederica è un'ex studentessa di Cambridge, intellettuale brillante e donna disinibita: ha sposato un ricco proprietario terriero, Nigel Reiver, che l'ha splendidamente reclusa in una villa dove cresce, felice e accudito da due zie e una bambinaia, Leo, l'unico loro figlio.Frederica sta male, le mancano i libri, le discussioni con i suoi vecchi amici: e sono proprio loro a darle l'aiuto necessario per farla "fuggire" da una situazione insostenibile. Insieme al figlio, che l'ha voluta seguire, Frederica ricomincia una nuova vita in una Londra in fermento (siamo negli anni sessanta). Le difficoltà sono notevoli, ma la giovane donna riesce, malgrado tutto, a trovare un equilibrio che le permette non solo di continuare ad essere madre, ma soprattutto a ritrovare la sua identità perduta. Ma nel libro della Byatt non c'è solo la storia di Frederica: come è usuale nel modo di scrivere di questa interessantissima autrice inglese, nel testo, sono contenuti almeno altre cinque, sei storie. Si parla di letteratura: scrittori e poeti vengono citati con amore e studiati con intelligenza; si inventa la letteratura: Frederica recensisce testi inediti e noi ne leggiamo, insieme a lei, alcuni. Si discute di didattica: un amico della protagonista fa parte di una commissione ministeriale che si occupa dello studio della grammatica nella scuola inglese. Si studiano le lumache: il fratello di Frederica ha un'amica esperta nello studio di questi animali. Si parla di sesso: il marito e gli amanti di Frederica. E c'è un artista scontroso e geniale che riesce a pubblicare il suo primo romanzo (le cui pagine interrompono spesso il filo principale del racconto), ma è accusato d'oscenità: ed ecco il tema della libertà, della decenza, dell'arte e della morale. E c'è Leo con i suoi problemi di figlio, i suoi silenzi e il suo appassionato amore. E ci sono i genitori di Frederica, intellettuali intelligenti e discreti, lacerati dalla tragica perdita di un'altra figlia. E Daniel, il cognato e la madre di Saskia e John Ottokar, l'uomo che, insieme al suo gemello, ama Frederica... E' questo un libro ricchissimo: Antonia Byatt controlla il fluire della narrazione con una padronanza tecnica, che è riflesso di una cultura poderosissima, alla quale non manca la leggerezza dell'ironia. Ancora una volta, l'autrice si conferma come una delle personalità più degne di rilievo nella cultura del nostro tempo. |