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Il borgomastro di Furnes
A Furnes il borgomastro, Joris Terlinck, domina come un padrone assoluto la vita della città: è un uomo freddo, che lavora per il benessere della collettività perchè lo ritiene suo dovere. Non ha amici, preferenze, indulgenze, passioni. Ha una moglie che non ama, una figlia pazza che tiene rinchiusa in casa, una domestica che è stata la sua amante e dalla quale ha avuto un figlio che non ha riconosciuto. Una notte, Jef Claes, un dipendente, va a chiedergli del denaro e ne riceve un secco rifiuto:Jef ha messo incinta Lina Van Hamme, la figlia di Leonard, il nemico politico più influente, a Furnes, di Terlinck e, disperato, tenta di ucciderla e poi si uccide egli stesso. Ne nasce uno scandalo che vede compromessa la posizione di Leonard e l'allontanamento di Lina dal paese. La tragedia lascia indifferente Joris, che approfitta dello scacco dell'avversario. "Non rimpiangeva il proprio rifiuto. Non amava nè Jef Claes nè nessun altro. Non gli doveva niente. Solatanto a se stesso doveva qualcosa, perchè mai nessuno gli aveva regalato niente, neanche una piccola gioia." E' questo che manca, che è mancato sempre nella vita di Terlinck: la gioia, il sorriso, la risata. E un senso di oppressione vibra in ogni pagina: nubi di fumo, tende di velluto scuro, vecchie bandiere, muri sbiaditi ... Gli abitanti di Furnes sono silenziosi, sospettosi, diffidenti: ogni parola, ogni gesto è pesato, valutato, giudicato ... Non c'è spazio per i sentimenti, l'espressività, la spontaneità: genialmente, questo magnifico scrittore che è Simenon, rende pesante l'aria che il lettore respira sino a soffocarlo ... La vicenda di Lina, che esiliata ad Ostenda vi partorisce una bambina, finisce con l'attirare Joris, che la va a trovare spesso, troppo spesso. A Furnes si mormora, ma in Terlinck non c'è alcuna spinta sentimentale: Lina rappresenta il sogno della donna che non ha mai posseduto, la giovinezza che non avrà mai più, la madre di una figlia sana come la sua, che adora, non è, condannata nuda e sporca a vivere in una stanza chiusa a chiave. Attraverso Lina, però, si insinua in Terlinck il desiderio della trasgressione e, con esso, la tentazione della rivolta. Joris, consapevole delle trame politiche che i suoi avversari stanno tessendo, non oppone ad essi una vera, energica lotta. Perderà la carica di borgomastro, perderà la figlia, che gli sarà strappata per essere rinchiusa in ospedale, perderà la moglie che morirà consapevole tristemente dell'infelicità e della solitudine di entrambi. Un grande romanzo, un capolavoro dall'equilibrio espressivo perfetto. a cura di Maria Antonietta Amico |