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Candido
C andido Munafò nacque in una grotta, in Sicilia, dopo un mitragliamento degli alleati, che, durante l'ultimo conflitto, quasi distrusse il paese dei suoi, Maria Grazia e Francesco Munafò. Il nonno materno, Arturo Cressi, si era compromesso col regime sicchè la figlia, per evitargli il confino e la rovina politica, corteggia il capitano americano John H.Dykes che, in effetti, aiuta tanto la famiglia da suscitare la gelosia dell'avvocato. Da quì una serie di litigi che inducono i due coniugi alla separazione, tanto più che John H.Dykes si innamora sul serio di Maria Grazia e la convince a partire con lui in America. Candido rimane, affidato al nonno materno, alla governante Concetta e al padre. Il piccolo cresce particolarmente quieto, docile e riflessivo.
Per un incidente, l'avvocato Munafò muore suicida. Per un attimo, si pensa che Candido possa andare in America, ma poi, visto le sue proteste, lo si lascia dal nonno, onorevole democristiano, che lo affida alle cure dell'arciprete Lepanto. Candido è ricco, l'arciprete è povero; Candido ha un'onestà e una curiosità intellettuale che attira e avvince; l'arciprete è un uomo dalle poche illusioni e dall'intelligenza acuta. Tra i due nasce un'amicizia, che è affetto, attrazione, differenza.
Un piccolo giallo in paese, risolto dall'arciprete e da Candido, getta nell'impopolarità entrambi. L'arciprete è costretto a dimettersi e finira col lasciare definitivamente l'abito: sarà da quì in avanti Don Antonio. Candido, intanto, conosce l'amore: la giovane Paola, governante e amante del nonno, si innamora di lui e lui di lei. Scoperti dall'onorevole, decidono di vivere felicemente insieme. Don Antonio e Candido, che si frequentano più assiduamente di prima, entrano insieme nel partito comunista, dove sono accolti con qualche diffidenza.
Lo scandalo della convivenza di Candido e Paola provoca comunque tanto trambusto che la ragazza, alla fine, finisce con l'abbandonarlo e andare via.
Candido è espulso dal partito e i suoi parenti intentano una causa per farlo interdire e impadronirsi di tutti i suoi beni, Ci riescono, grazie anche all'indifferente collaborazione dal giovane. Candido conosce, in quest'occasione, una cugina, Francesca, che finirà col partire insieme a lui e dividerne la vita, in un amore quieto e appagante. A Parigi, città amatissima, i due ospitano Don Antonio.
Conclusione rasserenata per un piccolo capolavoro, dove c'è di tutto: la sicilianità, l'intellettualismo illuministico, la fiducia nei sentimenti, il coraggio delle idee. Si discute di provincialismo, di conformismo, di cattolicesimo e comunismo ... ma con ironia leggera, che ha il sapore di una giovinezza che raramente respireremo in altri testi di Sciascia. Candido è forse il più autobiografico tra i libri del nostro: non perchè parla direttamente di sè e delle persone care ( il riserbo discreto era per Leonardo Sciascia naturale e signorile costume, non insincero comportamento), ma perchè parla di sè e delle persone care. E rileggere queste pagine è come rivedere la sua vita e risentirne la voce, che fluiva rapida sempre verso la verità. a cura di Maria Antonietta Amico |