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Il cappotto ed altri racconti

Nikolaj Gogol Peruzzo 1986

    In questo volume sono raccolti quattro racconti di Gogol. Ne "Il cappotto" viene narrato di Akàkij Akakèvich, modesto impiegato, umile e servizievole, ignorato dai suoi colleghi, che si accorgono di lui solo per prenderlo in giro. E' povero, conduce una vita monotona e miserabile, senza il conforto di alcun affetto. Quando si accorge che il suo vecchio cappotto è ormai troppo liso, è costretto ad ordinarne uno nuovo. Per pagare il sarto, risparmia faticosamente e lavora con costanza: il cappotto nuovo lo ripaga di tanti sacrifici. Ma una notte, un delinquente lo aggredisce e gli ruba proprio il cappotto.
    Akàkij Akakèvich cerca di denunciare il delitto, ma è preso in giro da tutti. Disperato, si ammala e muore. Un fantasma, con le sue fattezze, si mette a rapinare i passanti dei loro cappotti: cercano di arrestarlo ma è "inafferrabile". Racconto vivace, dall'umorismo critico verso ogni forma di burocrazia. Nel secondo racconto, "Il naso", l'assessore di collegio Kovalèv, svegliandosi una mattina, scopre, con orrore, che il suo naso non c'è più. Inizia con una certa ansia le ricerche: il naso va in giro in carrozza e gli sfugge di continuo. Alla fine ritorna a casa, ma non vuole attaccarsi al punto giusto! Altre ansie per il nostro, ma tutto finirà per il meglio. Racconto surreale, capriccioso, dal ritmo incalzante. Ne "La prospettiva Nievskij" sono narrate due storie parallele: quella di un pittore giovane e povero che si innamora alla follia di una donna bellissima, vista per caso una notte. Quando si accorgerà che si tratta di una creatura stupida e dissoluta, non reggerà alla realtà e si toglierà la vita. La seconda storia riguarda un giovane ufficiale, che tenta di sedurre la moglie di un artigiano tedesco, viene scoperto e buttato fuori di casa. Mentre medita un'atroce vendetta, l'ufficiale entra in un bar, mangia dei buoni dolci, legge un giornale e non ci pensa più. Tutte e due le vicende, una dal finale tragico e l'altra comico, evidenziano lo scarto tra la realtà e l'ideale pur con opposte soluzioni. L'ultimo racconto, "Il ritratto", è il più lungo e complesso. Un giovane pittore di talento diventa un ritrattista alla moda: successo e denaro non gli mancano. Quasi per caso, viene messo di fronte alla realtà: ha rinnegato il suo talento e impoverito le radici vitali del suo essere. Disperato, compra ogni buon quadro che gli capita di vedere e poi lo distrugge. Racconto che, più di ogni altro, rispecchia il tormento dell'artista sempre in lotta con la necessità di esprimersi e di rispettarsi, ma diviso comunque dal fascino del successo e dal sogno di un protagonismo, che non è semplicemente amore del denaro e della fama.
    Libro piacevole, scritto da un grande di cui purtroppo possiamo godere solo attraverso la traduzione.