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A ciascuno il suo

Leonardo Sciascia Einaudi 1967

    Il farmacista Manno (siamo in un paese dell'entroterra siciliano) riceve una lettera anonima che lo minaccia di morte. Subito dopo, mentre col dottor Roscio è impegnato in una battuta di caccia, viene ucciso insieme all'amico. In paese si chiacchiera molto sull'accaduto e, tra i tanti, il professor Laurana inizia, per una sorta di curiosità intellettuale, un'indagine personale, che lo porta a contatto di una realtà che neppure sospettava. Il nipote dell'arciprete del paese, l'avv. Rosello, da sempre innamorato della cugina Luisa, moglie di Roscio, tiene in pugno tutti gli affari della zona. E' stato lui a fare uccidere il marito di Luisa (il vero obiettivo del progetto criminoso) che, scoperta la tresca, voleva denunciare il cugino, provocando uno scandalo. Laurana, irretito dal fascino di Luisa, finisce col credere alla innocenza della donna e cade in un tranello mortale. La verità verrà comunque a galla, ma come dicerìa di paese, come pettegolezzo di cui si parlerà il giorno del matrimonio dell'avvocato con la cugina.
    Il libro di Sciascia ha innanzitutto un valore storico: vent'anni fà, quando fu pubblicato, nessuno parlava ufficialmente di mafia, fenomeno di cui a voce alta si dichiarava da più parti addirittura l'inesistenza. La denuncia, qui letterariamente espressa, ha un valore che sarebbe ingiusto adesso sottovalutare. Il testo ha una trama semplice e strutturalmente robusta. La capacità descrittiva si alterna, con la stessa lucida incisività, ai dialoghi coerenti, efficaci, chiari. Si parla di politica:
    " - E di politica lui che pensava ? -
    - Pensava che il far politica senza tener conto dei principi morali ... -
    - Qualunquismo - sibilò l'onorevole "

    Si parla di religione: "Dico cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni ... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirar un calcio alla faccia di un moribondo ..."
    Si parla di donne: "E sa che penso? Che la Chiesa cattolica stia registrando oggi il suo più grande trionfo: l'uomo odia finalmente la donna ..."
    Si parla di siciliani: "Proverbio, regola: il morto è morto, diamo aiuto al vivo ... Un siciliano vede il morto ammazzato e l'assassino: e il vivo da aiutare è appunto l'assassino ... Ma si capisce che quando il morto è del nostro sangue, bisogna far di tutto perchè il vivo, cioè l'assassino, vada presto a raggiungerlo tra le fiamme del purgatorio ... Io non sono siciliano sino a questo punto ..." Ci sono, nel libro, personaggi minori degni di memoria, come il vecchio dottor Roscio o il parroco di Sant'Anna: Stavo leggendo Casanova, il testo autentico delle memorie .. In francese - aggiunse con una punta di soddisfazione.
    - Non l'ho ancora letto - disse Laurana
    - Non è che le differenze siano molte, col testo che già conosciamo: un po' meno floreale, forse ... E stavo riflettendo che la cosa più interessante, a considerare queste memorie come una specie di manuale erotico, la cosa più vera è questa: che sedurre due o tre donne insieme è più facile che sedurne una sola.
    - Davvero? si meravigliò il professore .
    - Glielo assicuro - disse il parroco, mettendosi la mano sul petto."

    E merita più di una citazione, Benito, il fratello maggiore dell'amico del professore: "... Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio, di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì, pronti a comunicarmi le loro opinioni sull'umanità, sul governo, sull'amministrazione municipale, su Moravia ... Le pare che valga la pena?"
    La conclusione del libro è comunque amara: "il cretino non privo d'astuzia", l'avvocato Rosello, avrà la meglio. E Laurana perderà la vita, ubriaco della conoscenza nuova di sè e degli altri che lo ha isolato, che lo ha reso sterile e cinico. "Era un cretino" : l'ultima battuta del testo è il suo impietoso necrologio, ma .... Laurana è morto per questo ?
    Dal libro è stato tratto un film, assolutamente inferiore al testo. Leonardo Sciascia è un autore a cui il cinema non ha mai reso giustizia: chissà poi perchè.


a cura di Maria Antonietta Amico