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Dolce come il cioccolato
T ita è figlia di Elena, una donna arida e volitiva, che la obbliga ad obbedire ad una vecchia tradizione: la figlia minore deve dedicare la sua vita alla madre e non potrà sposarsi nè avere figli.Pedro è innamorato di Tita e, per starle vicino, visto che non c'è altra soluzione, sposa la sorella Rosaura. Tita vivrà sotto il tetto del cognato: è un'ottima cuoca e riuscirà, attraverso succulenti piatti, a comunicare amore e sensualità all'uomo che ama. Il libro è diviso in dodici capitoli, tanti quanti i mesi dell'anno. Ognuno di essi è preceduto da una ricetta, ma il gusto del cibo, gli odori, le spezie, gli aromi delle erbe e i profumi del dei fiori ... tutto questo è in ogni pagina. L'arte culinaria è un modo di comunicare e per far questo è essenziale l'amore. Tita piange il giorno del matrimonio della sorella con Pedro e le sue lacrime, mescolate al cibo che prepara, fanno piangere di tristezza tutti gli invitati ... Gertrudis, un'altra sorella di Tita, dopo aver mangiato le quaglie alla salsa di rose, fuggirà da casa in preda a sensuale furore, si rifugerà in un bordello e poi, infine rasserenata, diverrà l'amante e la sposa di un compagno di Pancho Villa, col quale tornerà a casa ad abbracciare i suoi. Intanto Pedro e Rosaura hanno un figlio, amorevolmente curato da Tita. Mamma Elena è però in guardia e fa in modo che i due sposi vadano via. Il piccolo, privo del latte che miracolosamente succhiava dal seno di Tita, morirà: alla notizia, Tita correrà il rischio di impazzire per il dolore. Di lei si occupa portandola via da casa, il dottor John Brown, che la salva col suo amore. A lungo Tita sarà indecisa tra John, buono, semplice e devoto e Pedro, la passione viscerale, furiosa e impossibile. "Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poichè è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l'anima ... Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori ... l'anima fugge dal nostro corpo, va errando nelle tenebre più profonde e cerca invano di trovare nutrimento da sola ... Per questo bisogna star lontani dalle persone che possiedono un fiato gelido ..." Malgrado i preparativi per le nozze con John, malgrado il rinvio per un'improvvisa paralisi di mamma Elena che morirà dopo poco tempo, Pedro rimane l'unico, grande amore di Tita. Dopo la morte della suocera (della quale si scoprirà un passato d'amore insospettabile), Pedro tornerà a casa con la moglie e la figlia Esperanza: vivrà accanto a Tita in uno strano ménage, che rimane invariato sino alla morte di Rosaura. Dopo quest'evento Esperanza sposa il figlio di John e va via da casa, felice. Pedro e Tita, rimasti soli, sono finalmente decisi a sposarsi per regolarizzare un'unione mai ufficialmente sancita. Solo adesso sanno che contano davvero poco le chiacchiere e le maldicenze altrui, che pure hanno lacerato la loro vita. Mentre giacciono a letto insieme, Pedro muore e Tita lo seguirà; la casa brucia in un incendio che travolgerà ogni cosa. Il libro è ritmato come un antico racconto: c'è il profumo della magia mescolato a quello della cannella e del pepe. C'è un pizzico di Amado e di Marquez, ma il tono è di gran lungo inferiore. E' un libro che parla d'amore, ma non è un libro gioioso. I personaggi sono tutti frustrati nei loro sentimenti, avviluppati in pregiudizi che ne minano il coraggio e, di conseguenza, il sentire, che si accartoccia su se stesso. Solo Gertrudis vive liberamente la sua passione perchè il corpo la guida in modo chiaro e incontrollabile: infatti, sarà felice. Comunque, è un libro di facile e gradevole lettura. Il titolo originale è "Come agua para chocolate" e, nel testo, c'è la spiegazione (a pag.115): "Tita si sentiva letteralmente ribollire di rabbia, come l'acqua per la cioccolata" (in Messico la cioccolata spesso si prepara stemperando il cioccolato nell'acqua bollente, n.d.t.). Com'è possibile che la rabbia si sia tramutata in dolcezza? "Dolce come il cioccolato". Il film, che ne è stato tratto, è riduttivo e lieve rispetto al testo. a cura di Maria Antonietta Amico |