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Come un romanzo
| Daniel Pennac | Feltrinelli 1993
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Oltre che romanziere di una certa notorietà, Daniel Pennac è professore di francese da circa vent'anni in un liceo parigino e in questo testo affronta un problema che non è solo dei suoi ragazzi: il non-amore per i libri che la nuova generazione manifesta in modo così eclatante. Il libro è diviso in brevissimi capitoli, scritti in maniera discorsiva, semplice, efficacissima. "Il verbo "leggere" non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con altri verbi: il verbo "amare" ... il verbo "sognare" ... "La tesi è in fondo molto semplice: attraverso la lettura si insegna ad entrare nel mondo, se la lettura viene intesa come messaggio d'amore: amore senza condizioni, che non esige verifiche, esami, qualifiche. Inutile colpevolizzare la televisione o gli stimoli diversi che questa società fornisce ai giovani. Il vero peccato, se c'è, è quello commesso dagli adulti della fretta, dell'ansia, della trascuratezza, della stanchezza. I giovani, tra l'altro, hanno paura: di non capire e di perdere troppo tempo nella lettura. Pennac pensa che questi due timori possono essere vinti entrambi con facilità se gli adulti diventano "sacerdoti" di questo approccio. E' sfatato anche il mito del tempo a disposizione per leggere ("Il tempo per leggere è sempre rubato, come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare"). La verità è comunque che la lettura è, dice l'autore, come l'amore, un modo di essere. Non si deve chieder nulla in cambio. Un libro, questo, che è come un romanzo davvero: piacevole, divertente, ironico, sdrammatizzante. Infatti la conclusione è saggiamente equilibrata: guardiamoci dal credere che chi non legge dovrebbe esser considerato a priori come un potenziale criminale o un idiota perfetto. E' un invito questo ad una tolleranza intellettuale niente affatto trascurabile. Un libro su cui scherzosamente (e non troppo) meditare.
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