tre titoli alla settimana

Home page

indice recensioni

altri siti

La concessione del telefono

A. Camilleri Sellerio 1998

    Filippo Genuardi, cittadino di Vigatà, invia al Prefetto Vittorio Marascianno, la richiesta della concessione di una linea telefonica per uso privato. Come sarà più chiaro in seguito, il Genuardi, sposato con la figlia di un ricco possidente, vive di espedienti e di continue richieste al suocero, coniugato in seconde nozze con una bella ragazza troppo giovane per lui. Filippo si è invaghito, ricambiato, della moglie del suocero e il telefono, che collegherebbe le due case, dovrebbe appunto servire a rendere più frequenti gli appuntamenti clandestini. Però la richiesta non doveva essere inviata al Prefetto, ma all'amministrazione delle Poste e Telegrafi. Per ottenere una risposta chiara sulla faccenda, il Genuardi si rivolge ad un mafioso locale, il quale lo prega a sua volta di un favore. Intanto il Prefetto si è inquietato e inizia ad indagare sul Genuardi: i carabinieri lo aiutano, sospettando Filippo di attività sediziosa. A sua volta, il capomafia crede di essere stato dal Genuardi tradito e ... tutto si complica. Lettere dei carabinieri, di prefetti, ministri, geometri, direttori generali, proprietari terrieri, commercianti, questori si intrecciano in un groviglio, nel quale annaspano vari personaggi del paese e, primo tra tutti, Filippo, preso dalla sua passione, ma avviato inesorabilmente entro un gioco molto più grande di lui . Libro vivacissimo, che si legge d'un fiato: è commedia, tragedia, giallo. Un piccolo capolavoro, sul quale non c'è nulla da ridire: la mafia, la Chiesa, l'Autorità, la Burocrazia ... c'è tutto. Ci sono, naturalmente, anche persone perbene, lucide, che vedono l'errore e la follia e che, per un attimo, sembrano far prevalere le giuste ragioni: ma poi la realtà assurda, incredibile, con un ultimo colpo di scena, riprende il sopravvento. In Sardegna andranno in esilio i "buoni", mentre la verità assumerà forme grottesche. Un testo godibilissimo, dal ritmo indiavolato, assolutamente ben riuscito.