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La signora Dalloway

Virginia Woolf Mondadori 1978

    Questo splendido testo, anche se riletto mille volte, sorprende sempre: per l'abilitā nell'intrecciare le esistenze di personaggi diversissimi, per l'acutezza psicologica nell'indagare sentimenti e pensieri passando da un punto di vista all'altro con miracolosa naturalezza, per le riflessioni personali e le descrizioni d'ambiente, per la vivacitā che lo pervade e che diviene ritmo, splendido ritmo narrativo ... "La signora Dalloway" č, crediamo, il capolavoro della Woolf, il frutto suo perfetto, gustando il quale ci si sente commossi e grati. La trama, ricchissima, č molto difficile da riassumere: Clarissa Dalloway č una elegante signora londinese, che si prepara a ricevere a casa sua amici e conoscenti. "Si sentiva assai giovane; e al tempo stesso, indicibilmente attempata. Penetrava attraverso la vita come una lama di coltello; e al tempo stesso restava al di fuori, spettatrice ...". I preparativi per la serata si succedono velocemente: ritorna un caro amico dall'India, Peter Walsh, che era stato innamorato di Clarissa e forse lo č ancora. I ricordi del passato si intrecciano, per entrambi, al presente, che li vede affettuosamente lontani. Parallela alla vicenda di Clarissa č quella di una giovane coppia, Septimus e Lucrezia: lui, dalla guerra recentemente conclusa, č sopravvissuto mentalmente disturbato, lei, giovane moglie innamorata, tenta di trattenerlo sull'orlo della follia. E si rivolge a sir William, illustre medico, la cui moglie, Lady Bradshaw, conosce tutti a Londra, anche i Dalloway, alla cui serata arriverā un pō in ritardo per il suicidio di un paziente del marito (Septimus, appunto). Prima del ricevimento, il marito di Clarissa andrā a trovare Lady Burton e poi correrā a casa dalla moglie con un enorme mazzo di fiori per dirle che l'ama e Clarissa lo capisce, ma ci sono tante cose da fare: occuparsi di Elizabeth, la giovane sua figlia e dell'odiosa istitutrice, miss Kilman, tutta religione e odio per la gioia e la vita; ricevere Sally, un'amica che non vedeva da un'eternitā ... Ed ecco la festa e la gente attorno e la sensazione che, al di lā di ogni paura, la vita, solo per essere tale, č meravigliosa. Di tanto in tanto ci si sentirā disperati e profondamente soli e abbandonati; tutto questo Clarissa lo sa. Ma poi arriva il giorno e poi ancora un altro e la luce vibra di nuovo tra le foglie verdi.
    "Nella sua vita Clarissa aveva ordito intrighi, aveva rubacchiato; non era stata mai, in complesso, un carattere puro. Aveva desiderato il successo, l'amicizia di Lady Bexborough e infinite altre cose. E, in altri tempi, aveva camminato sulla terrazza a Bourton. Eppure, per quanto strano, incredibile fosse: mai s'era sentita tanto felice. Nulla era abbastanza lento; nulla durava abbastanza a lungo ... ella pensava che non c'č piacere pari a questo: averla finita con i trionfi della giovinezza, essersi sperduta per i meandri della vita, per ritrovarla poi, con un fremito di gioia, al levar del sole, al declinar del giorno."


a cura di Maria Antonietta Amico