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Delitti esemplari
Max AubSellerio 1994

    Max Aub è uno degli scrittori spagnoli del '900 tra i più creativi e interessanti. In realtà, nato a Parigi da padre tedesco e madre francese, risiedette in Spagna per anni, ma, dopo essere stato internato, durante l'ultima guerra, in un campo di concentramento, fuggì in Messico e lì praticamente rimase sino alla morte. La sua produzione letteraria è vastissima e stravagante: basterebbe citare un suo libro "Jusep Torres", biografia di un pittore cubista spagnolo mai esistito (e molti furono i critici che parlarono di tale pittore, ne scrissero, lo elogiarono!). I "Delitti esemplari" fanno parte del mondo eccentrico, umoristico di Max Aub: immaginari assassini che rivelano, confessando il delitto commesso, anche il proprio rapporto con la realtà.
    "Andammo a caccia di anitre selvatiche. Restai a lungo acquattato nel fango. Chi mi spinse a puntare su quell'uomo tracagnotto e ridicolo, con il suo cappello tirolese, con penna e tutto?"
    Non c'è alcun messaggio moralistico: solo colpi di frusta verso qualsiasi tipo di convenzione e società. "Non andiamo - dice l'autore nella prefazione - verso nessuna direzione; il nostro grande ideale, adesso, è la mediocrità, è la coercizione dei propri impulsi. Per questa presunta dignità di castrazione, molti dei migliori sono morti".