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Frankenstein
Mary ShelleyOscar Mondadori 1982

    Da una sfida (chi riuscirà, in una giornata di pioggia, a comporre il racconto più terrificante? e, oltre Mary, c'erano Byron, Polidori, Shelley ) nasce l'abbozzo di questo testo, che l'autrice, Mary Wollstonecraft Godwin, elaborò nel 1816 per pubblicarlo anonimo solo nel 1818 .
    Robert Walton è un esploratore, che cerca una immaginaria terra d'eterna primavera, oltre la desolazione del Mar Artico. Tra i ghiacci incontra Frankenstein, al limite delle sue forze, e da lui ascolta il racconto straordinario, sul quale prenderà appunti, inviandoli in Inghilterra, per lettera, alla sorella .
    La struttura narrativa si rivela subito complessa: diario epistolare di Walton, racconto in flash-back di Frankenstein e alla fine la storia diretta del 'mostro'. L'autrice vive l'utopia maschile del tempo della rivoluzione industriale, l'utopia di poter ' produrre ' tutto. E trasforma tale sogno in un incubo tutto femminile: produrre artificialmente anche la vita. Ma da una creazione senza amore, può derivare solo orrore e disperazione. Non solo: nel testo è presente e acutissima una feroce critica sociale. Il mostro, acquistando sempre più coscienza di sè, è affascinato da una società, fatta di privilegi e disuguaglianze, di cui percepisce presto l'orrore delle barriere fatte di pregiudizi e di violenza. Gli uomini lo braccano e al male che riceve, egli reagisce facendo il male. La sua è una reazione, non una azione ( e questa è una delle tante importanti differenze del testo con tutto il filone, anche filmico, che lo seguirà ): non è un caso che le sue vittime siano strangolate. Egli annulla quel soffio vitale, che in pratica a lui stesso è negato. Il mostro parla, esprime la sua angoscia. Nei libri e nei film che ne seguiranno, il mostro spesso sarà muto: e non è un'operazione di poco conto, dato che significherà rendere muto e folle ogni simbolo di protesta, per esorcizzarla e averne meno paura.
    La caccia di Frankenstein che, dopo la morte dei suoi più cari amici, vede nel mostro la personificazione del male, finisce però nella nave di Walton, che ad un certo punto inverte la rotta, rinunciando al sogno e alla vendetta. Vedrà il mostro, nell'ultima scena e ne ascolterà le ultime parole di orrore e disperazione. E tutto finirà nel biancore dei ghiacci.