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L'ippopotamo

Stephen Fry Baldini e Castoldi 1997

    Ted Wallace, maturo poeta un tempo famoso, è licenziato dal giornale, in cui lavorava d'altra parte con poca soddisfazione. Per caso, incontra Jane, una sua figlioccia, la cui madre era stata un suo grande amore. Jane gli confida di essere malata di leucemia, allo stadio terminale. Tuttavia, è convinta di essere miracolosamente guarita dopo un soggiorno a Swafford Hall, dimora di suo zio, lord Logan, amico fraterno di Ted. Dato che Ted è anche il padrino di David, il secondogenito dei Logan, Jane lo invita (dietro congruo ricompenso) ad andare con una scusa qualsiasi a Swafford Hall, per scoprire... non si sa che cosa. Incuriosito dal mistero e attirato dal compenso, Ted si fa in effetti invitare in campagna dallo stesso David, che lo accoglie a braccia aperte. Tra gli ospiti conosciuti già da gran tempo e gente nuova, Ted Wallace finirà "con lo scoprire" tutto e chiarire una situazione, riportando alla normalità desideri, sogni e illusioni di chi lo circonda. Qualcuno ne soffrirà, altri ritroveranno il senso della loro vita. La trama non è però così seria, come sembra dal nostro breve riassunto: Fry ha talento, senso dell'umorismo, capacità di controllo espressivo. In un linguaggio ricco di parolacce, espressioni gergali, lazzi e frizzi è descritta una umanità varia, alla ricerca comunque di un equilibrio incrinato dalla paura della malattia e della morte. Ma tutto è argomentato in maniera brillante e con lo stesso tono lieve sono affrontati argomenti quali il ruolo della poesia, il mito del successo, il significato dell'ispirazione... Leggendo ci si ricorda inevitabilmente di Wodehouse e del suo ciclo di libri dedicato al castello di Blandings. Qui Wodehouse è rivissuto da un Wilde: sotto il fiorire spumeggiante di battute e situazioni, Fry coltiva una malinconia che ci affascina. La sua non è una comicità banale o superficiale: per questo non crediamo che sia un libro adatto ai più giovani, che forse ridacchierebbero per alcune scene, ma che sicuramente non ricorderebbero altro che David in groppa a Lilac, la cavalla malata che sta montando nel tentativo di guarirla. Se un giovane lettore leggerà queste nostre righe, si affretterà a leggere Fry? Beh...


    a cura di Maria Antonietta Amico