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Jane e Prudence
| Barbara Pym | La Tartaruga, 1994
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Prudence Bates e Jane Cleveland sono amiche: la prima ha ventinove anni, è impiegata, bella, corteggiata; la seconda quarantunenne, felicemente sposata, ama i poeti del diciassettesimo secolo e i vecchi cappotti di tweed. Prudence ("sebbene fosse stata, e lo fosse tutt'ora, molto ammirata, aveva preso l'andazzo di preferire, a ogni altra storia d'amore, la più infelice, così che stava diventando quasi una cattiva abitudine") si muove in un ambiente, per così dire, cittadino: colleghi di lavoro, capoufficio distratto, cene a lume di candela col corteggiatore di turno. Jane, invece, è tutta presa dal suo ruolo di moglie di curato: o per lo meno vorrebbe, perchè la sua voglia di vivere, la sua spontaneità la sua stessa trascuratezza fisica fanno spesso arricciare il naso alle signore della sua parrocchia. Attorno alle due donne ruota un piccolo mondo: Flora, la figlia di Jane, moderna e adolescenziale, la studentessa; Fabien Driver, malinconico dongiovanni, che si rivela alla fine una preda fin troppo facile; il signor Manifold, più intraprendente di quel che sembra; l'abile e lucida Jessie e la signorina Dogget e tanti altri ... E' un mondo fatto di piccole azioni, di piccoli pensieri, di piccole preoccupazioni: le emozioni e i sentimenti sono attenuati dal senso dell'umorismo e dal gusto così anglosassone per l'equilibrio formale. Il tutto, tra profumi di fiori e tazze di thè, tra biscotti appena sfornati e odori di primavera.
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