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La leggerezza del dovere
L'ispettore Wexford, creazione ormai nota e amata della celebre Ruth Rendell, autrice
inglese di racconti e romanzi di successo, è chiamato dal suo medico, il dottor Akande,
affinchè lo aiuti a trovare la figlia, che sembra scomparsa.
Sembra il solito caso: un'adolescente inquieta, in lotta con le idee e i comportamenti dei
genitori, un gesto di ribellione.
E forse è proprio così.
Il dottor Akande è un uomo di colore, colto e orgoglioso del suo successo professionale. Sua
moglie, bella e affascinante, ha fatto anch'essa degli studi, della carriera e del successo le
mète di una vita che, ai bianchi, si propone come sfida vittoriosa di una razza comunque
emarginata e incompresa.
L' ispettore Wexford comincia le sue indagini e, a poco a poco, nella tranquilla
Kingsmarkham, tra personaggi diversissimi (l'arrivista affascinante e senza scrupoli, l'immigrato di successo disposto a tutto, l' impiegato modello che conduce una doppia
squallida vita, il pediatra di eccezionale perizia professionale, capace comunque di infamità
spaventose) scopre il male, il pregiudizio razziale, l'orrore. Inevitabilmente, molte domande l'ispettore le porrà anche a se stesso e, attraverso le varie vicende che vivrà, qualcosa in lui
maturerà.
L' autrice è abilissima come sempre: non si tratta di un giallo che tiene il fiato sospeso,
anche se due omicidi sono in effetti ferocemente perpretrati.
È più di un giallo: è lo spaccato di una piccola comunità con i suoi vizi segreti e le sue lacune morali.
E suona un campanello di allarme: il pregiudizio può annidarsi ovunque e sempre genera il
male. È un monito che vale per tutti.
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