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La libreria stregata
D i Christopher Morley avevo già segnalato "Il Parnaso ambulante", i cui protagonisti, Roger ed Elena Mifflin, venditori di libri usati, ritroviamo in questo testo, che ne rappresenta appunto il seguito.I coniugi Mifflin adesso abitano a Brooklyn, in una tranquilla secondaria dove hanno aperto "Parnaso in casa", una libreria di testi di seconda mano. "Io non traffico come un mercante, sono uno specialista nell'indicare il libro adatto al bisogno di un essere umano ... Non esiste in astratto un buon libro ... Non c'è uomo più riconoscente di quello a cui si è dato proprio il libro che la sua anima desiderava inconsciamente." Nella libreria, aperta sino alle dieci di sera, si riuniscono bibliofili e amici: si sfogliano pagine e pagine, si discute di pubblico e di editoria, di pubblicità e di consumismo. Un amico dei Mifflin, il signor Chapman, chiede loro di ospitare, come apprendista commessa, la figlia Titania, una splendida diciannovenne di cui si innamorerà un giovane, Audrey Gilbert. Un libro, "Lettere e discorsi di Oliver Cronwell" di Thomas Carlyle, compare e sparisce più volte, tra gli scaffali del Parnaso: esso è al centro di un complotto, che dà una tinta gialla alla trama e che fa da supporto a una polemica antimilitarista e antitedesca. La libreria stregata non ha, a dire la verità, la freschezza d'inventiva del primo testo (che è strutturalmente più semplice, più vivace, più spontaneo), ma può piacevolmente essere letto per concludere la vicenda dei Mifflin, che rimangono una coppia affascinante nella loro ottimistica gioia di vivere. "... I libri contengono i pensieri e i sogni degli uomini, le loro speranze e i loro sforzi e tutti i loro ruoli immortali. E' attraverso i libri che la maggior parte di noi arriva a comprendere quanto la vita sia magnificamente degna di essere vissuta." Penso che, oggi più che mai, occorrano pagine che ci inducano ad amare l'esistenza più che a rifletterci sopra. Cuore e mente sono entrambi "dentro" un sistema che vuole la felicità. Separarli è come tentare di dividere la goccia dalla goccia del mare: da qui la sofferenza. a cura di Maria Antonietta Amico |