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Il libro di Daniel
D aniel e Susan sono due fratelli, che hanno vissuto un'infanzia drammatica. I loro genitori, infatti, sono stati accusati (siamo negli anni cinquanta, in America) di essere spie filosovietiche e, dopo un clamoroso processo, condannati a morte. Affidati ad una zia e poi ad un ospizio, i due ragazzi sono alla fine adottati da una coppia, i Lewin, che dà loro serenità ed agiatezza. Dopo dieci anni, ritroviamo Daniel sposato, padre di un bambino, coinvolto, insieme a tanti altri studenti, nei movimenti di protesta che, negli anni sessanta, infiammarono gli Stati Uniti. Susan è preda di continue crisi depressive e Daniel tenta di salvarla da un collasso, che purtroppo finirà col travolgerla. Il passato, con i suoi ricordi vivissimi e i suoi traumi, e il presente, con la sua aggressiva voglia di aria pulita e trasgressione, si mescolano nella vita del protagonista senza dargli la risposta che cerca. Un libro interessante: l'autore passa dalla prima alla terza persona, portando il lettore dentro e fuori la vicenda, di continuo. I temi sono tanti: la carica emotiva di una guerra, che, dopo la fine di ogni conflitto non si esaurisce; l'aggressività di massa, valvola di scarico del dolore e del senso di colpa collettivo; l'ingenuità della protesta anarchica o idealistica, che, fuori dalla realtà, può provocare danni irreparabili; la ferocia propria dell'uomo, che ha inventato le classi sociali le cui differenze sono sottolineate anche dalla tortura e dalla morte; il senso delle leggi e dello Stato; la debolezza di fronte alla persecuzione e al pregiudizio ...Doctorow ha parole di fuoco per ogni tipo di mentalità gretta e conformista e sembra guardare con dolente partecipazione alla protesta giovanile del sessanta, destinata comunque a smarrirsi. Ci sono, nel testo, citazioni letterarie e cinematografiche, riflessioni filosofiche, sociali e politiche. Un libro scomodo soprattutto per gli americani, un libro chiaro, che si conclude con la tragica sequenza della esecuzione dei genitori di Daniel. America ti ho dato tutto e ora non sono nulla ... a cura di Maria Antonietta Amico |