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Sotto la mia pelle
| Doris Lessing |
Feltrinelli 1994 |
Si
tratta di un'autobiografia: la scrittrice ci parla dei suoi genitori,
della sua vita in Africa, delle sue prime esperienze di donna, del suo
successo di scrittrice, del suo secondo matrimonio.
Indubbiamente si tratta di una vita ricca di eventi, di esperienze,
di conoscenze. Indubbiamente ci sono ricordi particolari: la vita degli
inglesi in Africa, la natura selvaggia, gli animali della foresta, i
colori, ... E poi i figli, le emozioni della lotta politica ... Eppure
è un brutto libro. Prolisso sino alla noia, farcito di particolari che
ben presto si avvertono ingombranti: tutto ha più spazio di quanto gli
occorrerebbe. Risultato: dopo le prime duecento pagine, si ha voglia
di saltare interi capitoli per arrivare presto alla fine. E poi è scritto
male, con puntigliosità, con una lucidità che manca di quel calore,
che solo può far da ponte tra chi scrive e chi legge. Di tanto in tanto,
poi, l'autrice benevolmente ci informa, mentre racconta, che di quest'episodio
ha poi riparlato nel tal libro, mentre di questa famiglia ha fatto i
protagonisti di quel suo altro racconto ...e così via. Curioso espediente
per pubblicizzarsi adeguatamente ma fuori luogo: ci fornisce su di sé
una vasta bibliografia di libri scritti da lei stessa! Questo testo
della Lessing mi pare che possa essere ignorato con tranquillità: d'altra
parte, non credo affatto che siamo di fronte ad un'autrice di grande
spessore intellettuale. Ci sono, nel nostro tempo, dei miti, che hanno
vita facile grazie alle case editrici e a buoni lanci pubblicitari.
Doris Lessing non merita un posto particolare nella nostra biblioteca:
e infatti, ne parliamo qui per la prima e, credo, l'ultima volta. Nessun
facile entusiamo, quindi, per l'attività letteraria di quest'autrice,
che lasciamo con piacere ai suoi ammiratori, con la speranza che siano
tanti quanti il suo talento merita. Cioè pochi.
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