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Il mondo alla fine del mondo
I l protagonista è un giornalista cileno, che rientra, dopo anni di esilio, in patria. I ricordi gli si affollano dentro: lo zio Pepe, la pecora nera della famiglia, che gli fece conoscere Verne e Salgari, London e Melville; il fantastico viaggio, quando non era neppure un adolescente, verso le coste preantartiche alla ricerca delle ultime baleniere; don Antonio Garaicochea, il Basco, che con la sua Evangelista lo portò nell'isola di Londonderry, "l'officina" il luogo dove si macellano le balene catturate ... Adesso, il giornalista rivedrà quella terra alla fine del mondo dopo più di vent'anni: il 16 giugno 1988, mentre ad Amburgo con i suoi tre soci era in ufficio, un'agenzia giornalistica alternativa, interessata ai problemi dell'ambiente e in contatto con varie organizzazioni ecologiste come Greenpeace, Comunidada e Robin Hood, era arrivato un fax che denunciava l'arrivo, in Cile, della Nishim Maru, una nave giapponese, a caccia, molto verosimilmente, di balene protette. Inizia così un'avventura tesa a scoprire che cosa la Nishim Maru cerca e come impedirglielo, se si tratta, come sembra, di un obiettivo illegale. Il giornalista, accompagnato e guidato da Jörg Nilssen, proprietario del Finisterre e marinaio dal passato avventurosissimo, scoprirà la verità.L'ultima scena ha il profumo delle pagine di Melville: le balene attaccano, muoiono e vincono da sole la loro battaglia. Come spesso gli capita di scrivere, Luis Sepùlveda denuncia qui l'aberrante, folle rapina che gli uomini compiono sistematicamente contro un patrimonio, che appartiene a tutti e che garantisce l'esistenza di tutti. Tra il vento e i ghiacci, tra enormi cetacei e snelli delfini, si svolge un'avventura che vede protagonisti uomini avidi e ciechi e uomini di cuore generoso, sensibili alla vita e alla sua forza. La loro battaglia non è solo una scelta individualmente romantica, ma una lotta politica. Combattere per l'ambiente significa innestarsi in un gioco sporco di affari internazionali. E può essere molto pericoloso. Ma se la lotta per la vita sulla terra non vale la pena di essere sostenuta e continuata, al si là di ogni ostacolo, quale altra lotta lo sarà? E' un testo che bisognerebbe leggere ai nostri figli e ai nostri scolari. a cura di Maria Antonietta Amico |