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La notte e il giorno di Cik
Q uesto è il secondo libro, che lo scrittore russo, nato in Abcasia e insignito, tra l'altro, nel 1988 del premio internazionale Curzio Malaparte a Capri, ha dedicato a Cik, una specie di Tom Sawyer sovietico.Cik è un ragazzino sveglio, intelligente, sensibile e vive la vita tipica di un piccolo borgo: ha, come amici, i vicini di casa; si batte con bande rivali; prende i fichi da un albero senza chiedere il permesso e allegramente s'ingozza insieme ai suoi amici; fa dispetti allo zio un pò scemo; si fa baciare dalla zia prediletta, provando un inspiegabile piacere ... Una vita normale, insomma, semplice, pervasa da lievi trasalimenti, propri di chi percepisce verità ancora non del tutto chiare, senza per questo venirne turbato.
La prosa di Iskander è lieve, ingenua e
fresca come la mentalità del protagonista, che è un bambino buono, capace di vergognarsi
della sua stessa forza quando si batte con un prepotente più piccolo di lui o di
regalare, con semplice generosità, momenti avventurosi a un compagno, impacciato da
un'invalidità alle gambe che lo isolerebbe dalle scampagnate collettive. Si respira aria
di campagna, si respira aria di infanzia ... quella che tutti avremmo voluto vivere e che
non abbiamo vissuto ... a cura di Maria Antonietta Amico |