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La notte e il giorno di Cik

Fazil ' Iskander Edizioni e/o 1989

Questo è il secondo libro, che lo scrittore russo, nato in Abcasia e insignito, tra l'altro, nel 1988 del premio internazionale Curzio Malaparte a Capri, ha dedicato a Cik, una specie di Tom Sawyer sovietico.
Cik è un ragazzino sveglio, intelligente, sensibile e vive la vita tipica di un piccolo borgo: ha, come amici, i vicini di casa; si batte con bande rivali; prende i fichi da un albero senza chiedere il permesso e allegramente s'ingozza insieme ai suoi amici; fa dispetti allo zio un pò scemo; si fa baciare dalla zia prediletta, provando un inspiegabile piacere ... Una vita normale, insomma, semplice, pervasa da lievi trasalimenti, propri di chi percepisce verità ancora non del tutto chiare, senza per questo venirne turbato.

Cik aveva notato da tempo che nel loro cortile i grandi, parlando con i piccoli o fra loro, molto spesso dicevano una cosa, ma pensavano tutt'altro. E anche se Cik non impediva mai che pensassero tutt'altro, per qualche motivo si arrabbiavano con lui perchè ne era a conoscenza. Cik semplicemente si stupiva che si arrabbiassero con lui per quel motivo. Talvolta quello a cui pensavano era così evidente e immediato, che era proprio impossibile non indovinarlo.

La prosa di Iskander è lieve, ingenua e fresca come la mentalità del protagonista, che è un bambino buono, capace di vergognarsi della sua stessa forza quando si batte con un prepotente più piccolo di lui o di regalare, con semplice generosità, momenti avventurosi a un compagno, impacciato da un'invalidità alle gambe che lo isolerebbe dalle scampagnate collettive. Si respira aria di campagna, si respira aria di infanzia ... quella che tutti avremmo voluto vivere e che non abbiamo vissuto ...
Quello di Cik è un mondo lontanissimo: invischiati in problemi come la televisione, l'ottundimento mentale, la pigrizia nello studio, l'incapacità di gioire e di crescere i nostri ragazzi, sfogliando queste pagine, non capirebbero assolutamente nulla. Un mondo è scomparso: rimangono le righe fresche di Fazil ' Iskander.


a cura di Maria Antonietta Amico