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Mai più pene nè oblio
S iamo in Argentina tra il 1973 e il 1974 in un immaginario paese, Colonia Vela, presso Buenos Aires. Il periodo è quello che vede il ritorno al potere di Peron e l'epurazione, dal partito di governo, degli elementi più a sinistra. I protagonisti del romanzo di Osvaldo Soriano sono appunto la sinistra e la destra peronista in conflitto tra loro. La prima, a Colonia Vela, è formata da vecchi militanti (Ignacio) e dagli operai della manutenzione stradale, combattivi ed energici. La seconda è rappresentata dai gruppi armati di poliziotti, alcuni gorilas (già antiperonisti e da sempre anticomunisti) e alti burocrati di partito (Guglielmini e Suprino). La lotta, nel testo, è lotta di paese, lotta povera, lotta casalinga: si combatte con bombe lasciate nei gabinetti e con un piccolo aereo che lancia disinfettanti ed escrementi... Ma la violenza, la barbarie, la crudeltà sono quelle tipiche di ogni lotta tra umani. I conflitti civili sono quelli storicamente più spaventosi perchè dilaniano, di uno stesso popolo, le radici e propongono una divisione, che, rinnegando il passato comune, lo avvelenano e lo rendono sterile.Osvaldo Soriano procede per sequenze rapidissime, che sembrano immagini d'un film d'azione. Ci sembra di 'vedere' più che di 'leggere'. La partecipazione del lettore è tale che gli eventi narrati ci prendono al di là di ogni giudizio o sentimento: Ignacio e i suoi fedeli, assediati e poi catturati; la tortura, la prigione che salta in aria; la fuga... Subiamo la violenza nella sua evidenza 'fattuale', eppure, senza quasi rendercene conto, l'orrore si appiccica alla nostra pelle e alla fine ce ne sentiamo disgustati. Stanchi, ci affacciamo all'orizzonte di un paese sconvolto e privo di speranza. a cura di Maria Antonietta Amico |