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L'oratorio di Natale
Solveig è la luminosa creatura che dà inizio ad ognuna delle vicende narrate in questo libro: lei ha insegnato agli abitanti di Sunne a baciarsi senza aver paura dello sguardo altrui; lei ha educato Aron, il marito, al fascino della musica e del sorriso; lei ha dato vita ad un progetto, l'esecuzione dell'Oratorio di Natale di J. S. Bach. Un drammatico incidente le dà la morte e lacera la vita di tutti quelli da lei amati: Aron e Sidner, il figlio. Per loro, trasferitisi in città, inizia una nuova vita. Mentre Aron lentamente, ma con tenacia disperata, si isola sempre più dal reale, richiudendosi in un bozzolo di silenzio, dove incontra la sua Solveig, Sidner ascolta la vita, ma non riesce ad afferrarla. Troverà un prezioso amico, Splendid (il figlio di un uomo-cannone che ha perso le gambe, ma non la gioia e il senso dell'esistenza), che lo aiuterà nella difficile impresa di rompere il silenzio e trovare, nelle parole, il ponte necessario per proiettarsi fuori. Ma non basta: Aron partirà per la Nuova Zelanda alla ricerca di una donna, conosciuta per lettera, nella quale immagina sia reincarnata Solveig, ma, durante il viaggio sospeso tra sogno e illusione, si butterà in mare. La morte del padre uccide parte dell'essere di Sidner, che precipita nella follia: ne uscirà pian piano, guidato dall'amore della sorella e di Splendid. Nel frattempo, una donna Fanny gli ha dato un figlio, Victor: ma Fanny ama questa creatura totalmente, possessivamente e non trova uno spazio per Sidner, che si ritrae dal rapporto, intimorito, escluso. Partirà dunque per la Nuova Zelanda, alla ricerca della donna che il padre sembrava voler sposare: la ritroverà, le sconvolgerà la vita e gliela salverà. Tornato per un pò a Sunne per ritrovare il figlio Victor, arriverà in tempo per strapparlo definitivamente al mondo fantastico e allucinato della madre: la musica restituirà la vita al padre e al figlio, quella musica che Solveig ha introdotto nella famiglia come veicolo di gioia, di sublimazione, di poesia. Diventato famoso, Victor tornerà a Sunne per l'esecuzione dell'Oratorio di Natale, così come avrebbe voluto la nonna Solveig. Nel testo, le vicende sono più ricche di come sono state qui sintetizzate e molti i personaggi, di cui non si è neppure accennato. Le pagine riecheggiano di citazioni: Dante, Petrarca, Omero accompagnano le vicende, del cui intimo fascino si tace per non togliere al lettore la gioia, vera gioia, di avvertirlo e assaporarlo. Un libro di eccezionale livello.
a cura di Maria Antonietta Amico
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