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L'albero delle mani
Benet ospita sua madre, una
donna stravagante, quasi folle, con la quale ha avuto da sempre un rapporto
difficile.
Per un malaugurato incidente, Benet perde l'unico figlio e il dolore è
tale che la bizzarra Mopsa, la madre, gliene porta a casa un altro, per
distrarla, per farla di nuovo vivere. Ma chi è il bambino che Benet si
trova davanti? Mopsa tergiversa, non sa, non capisce e Benet, tra lo
sgomento e l'angoscia sempre crescenti, fa ricerche, indaga per
restituire il bambino al suo ambiente familiare.
Questo è l'inizio di uno
dei più belli, tra i libri della Rendell: c'è tensione, c'è suspence, c'è
vita. Il lettore partecipa alla tesa ricerca di Benet, assiste al suo graduale
cambiamento, ha paura ... Altre esistenze si incroceranno con quella di
Benet: persone diverse e lontane finiranno poi coll'avere un peso
determinante nella conclusione della vicenda.
Da leggere tutto d'un fiato
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