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L'albero delle mani
Ruth RendellRizzoli 1989

    Benet ospita sua madre, una donna stravagante, quasi folle, con la quale ha avuto da sempre un rapporto difficile.
    Per un malaugurato incidente, Benet perde l'unico figlio e il dolore è tale che la bizzarra Mopsa, la madre, gliene porta a casa un altro, per distrarla, per farla di nuovo vivere. Ma chi è il bambino che Benet si trova davanti? Mopsa tergiversa, non sa, non capisce e Benet, tra lo sgomento e l'angoscia sempre crescenti, fa ricerche, indaga per restituire il bambino al suo ambiente familiare.
    Questo è l'inizio di uno dei più belli, tra i libri della Rendell: c'è tensione, c'è suspence, c'è vita. Il lettore partecipa alla tesa ricerca di Benet, assiste al suo graduale cambiamento, ha paura ... Altre esistenze si incroceranno con quella di Benet: persone diverse e lontane finiranno poi coll'avere un peso determinante nella conclusione della vicenda.
    Da leggere tutto d'un fiato