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I sonetti a Orfeo
Rainer M. RilkeU.E.F. 1991

    Un libro di poesie e di poesie di non facile lettura . Però, al di là della conoscenza della poetica di Rilke, sono composizioni, che, con l'ausilio delle note chiare ed intelligenti di Franco Rella, possono essere pienamente goduti anche da lettori giovani.
    I canti sciolti del poeta sono canti dell'uomo, che, di fronte ai misteri della vita e della morte, cerca la parola. Ed è una scelta di sofferenza: il silenzio può essere appagante, può essere più sintetico e completo della parola. E il poeta, in quanto tale, avverte benissimo il pericolo della parola che si apre il varco, che tenta di essere capita, che ha paura di essere offesa.
    'Ogni cosa / una volta, solo una volta. Una volta e mai più. E noi pure / una volta. Un'altra mai più. Ma questo / essere stati una volta, anche solo una volta, / essere stati terreni, sembra irrevocabile.'
    Innumerevoli i motivi, le suggestioni che possono essere enucleati dai vari versi, leggibili a più livelli. Ma anche chi non ha mai letto Rilke, può rimanere indifferente di fronte a questo gioiello?
    'Un dio può. Ma come, dimmi, come può / un uomo seguirlo con la sua lira inadeguata? / Il suo senso è la scissione. All'incrocio / di due vie del cuore non c'è tempio per Apollo / il canto che tu insegni non è brama / o appello per avere potere infine; canto è esistenza. Facile per un dio. / Ma quando noi siamo? E quando egli volge / al nostro essere la terra, e le stelle? Che tu ami, o giovane, questo non è, anche se la voce t'urta nella bocca, -impara / a dimenticare che hai cantato. Trascorre. Cantare in verità è certo altro respiro. / Spirare a nulla. Un soffio nel dio. Un vento. '
    E non importa, come sempre nei testi poetici, capire ogni termine, ogni parola: quel che veramente conta è aprire il cuore alle risonanze, che si allargano come cerchi sull'acqua .