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Il Rosso e il Nero
Giuliano
Sorel (siamo in Francia, durante il periodo della Restaurazione) è un
giovane bello, ambizioso, ma di umili origini. Deciso, comunque, a fare
carriera, accetta il posto di precettore in casa de Rénal, avendo così
modo di conoscere un ambiente di piccola nobiltà di provincia, verso
il quale nutre sentimenti contrastanti: disprezzo, perchè non gli sfugge
la sua bassezza morale; odio, perchè comunque è un escluso; attrazione,
perchè sente di meritare molto e desidera ancora di più.
La signora de Rénal è presto catturata dal fascino del giovane e per
la prima volta conosce il significato della passione. E' una donna sensibile,
buona, dedita ai figli, incapace se non di donare con generosità: per
questo cede ad un sentimento mai sino ad allora provato. Giuliano ne
è naturalmente lusingato, ma la relazione si interrompe perchè lui entra
in seminario, dove le possibilità di carriera sembrano più promettenti.
Ottenuto un posto di segretario presso il marchese de la Mole, entra
in contatto con la nobiltà parigina: viaggia, conosce personalità importanti,
impara ad essere più affascinante ed abile che mai, si fa benvolere
da tutti. Matilde, la giovane figlia del marchese, è attirata da Giuliano,
ma il suo carattere altero, l'orgoglio di classe, l'educazione ricevuta
sono un forte ostacolo a un sentimento che comunque finisce col divampare.
In attesa di un figlio, prima che lo scandalo sia manifesto, Matilde
confessa ogni cosa al padre: malgrado tutto, Giuliano è accettato come
futuro genero, grazie soprattutto alla pervicace, incrollabile volontà
della giovane. Una lettera della signora de Rénal al marchese rivela
la trascorsa relazione di Giuliano e naturalmente getta una luce diversa
sul carattere e i sentimenti del giovane. Al colmo dell'angoscia, Giuliano
rintraccia la signora de Réval e le spara due colpi di pistola. Arrestato,
si arrende al suo destino, accettando subito l'inevitabile condanna
a morte per un delitto pensato, voluto, ma non commesso perchè la signora
de Rénal è rimasta solo ferita. Matilde lotterà sino all'ultimo per
salvarlo e lo assisterà e amerà sino all'ora fatale. Ma sarà la signora
de Rénal, che, riscoperta la passione, andrà da lui ogni giorno in cella,
colei di cui Giuliano scoprirà di essere veramente innamorato. Dopo
la sua esecuzione, la signora de Rénal morirà di crepacuore.
Libro intenso, dove il ritratto della Francia della Restaurazione con
le ambizioni di una società nuova e aggressiva e le paure e l'orgoglio
di una nobiltà a cui sembra di aver vinto, fa da sfondo ad una storia
d'amore complessa e contraddittoria. L'indagine psicologica è di una
profondità da vertigine: Stendhal è un uomo di passione che parla di
passione. Nelle sue pagine, il travolgente calore di chi sente "fortemente"
e individua, nell'amore, la manifestazione più intensa della vita. Non
c'è ricerca alcuna di spiegazione, non c'è il desiderio di superare
contraddizioni e ambiguità: questa è una esigenza della ragione e non
del cuore. Stendhal non ha paura dell'amore come chi dice di poterne
fare a meno. Meno male che la vita è generosa anche con chi fa simili
affermazioni. Giuliano non è un personaggio simpatico: troppo livido,
troppo colmo di rancore e invidia ... Ma alla fine, in quell'accettare
l'assurdità dei suoi sentimenti, in quel gesto folle che lo consegna
alla morte proprio quando ha assaporato il gusto della vita, ci ritorna
vicino e rimane indimenticabile. Senza amore, non è possibile alcun
respiro.
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