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I tre quarti della vita
Il primo capitolo del testo condensa, per così dire, il suo intero significato: ... in fondo, non ho mai avuto veramente fede nella mia giovinezza, vissuta così a lungo nel terrore di non essere donna, nella paura dello sguardo degli altri, degli uomini beninteso perchè le donne non sono gli altri.
E' la storia, infatti, di Louise: nasce; vive condizionata da Hermine (la madre, donna dalla personalità magnetica), da Louise (l'amica della madre, geniale artista) e da Adrien ( il padre, uomo dolcissimo e paziente); ama e sposa Jean-Marie che morirà per tubercolosi; si risposerà; sarà tradita e soffrirà; partorirà, tre figlie; comincerà a scrivere e ad avere successo; scoprirà di nuovo il sesso e se stessa e alla fine ricomincerà a vivere da sola con un nuovo vecchio amore. Tutto qui: e non è poco, davvero.
Moltissimi i personaggi, le esperienze, le considerazioni, i sentimenti: mai una sbavatura stilistica, un eccesso. Sempre pronta, ecco la battuta ironica e affettuosa adatta a smorzare il dolore o ridimensionare la gioia. Il libro è gradevole perchè in ogni pagina c'è quella umana comprensione di sè e degli altri, che può venire solo dal coraggio, il coraggio di guardare la vita negli occhi. Non è un caso che l'autrice abbia premesso al testo, qualche verso di J.Prèvert: La mia vita non mi sta alle spalle - Nè mi precede - Nè mi affianca - E' in me.
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