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La regina Vittoria
Lytton StracheyEd. Club del Libro 1982

    La biografia (dice Virginia Woolf nell'introduzione a questo libro, che, nel suo genere è ormai un classico) impone condizioni e queste condizioni sono che deve basarsi sui fatti... Ma quasi ogni biografo, se rispetta i fatti, può darci molto di più di un altro fatto da aggiungere alla nostra raccolta. Può darci il fatto creativo, il fatto fertile, il fatto che suggerisce e produce... Poiché, quando spesso, una volta letta e messa da parte una biografia, una scena rimane luminosa, una figura continua a vivere nella mente.... E in effetti Lytton Strachey fa proprio questo: traccia, a grandi linee, lo sfondo storico e su questo innesta fatti e personaggi indimenticabili. Il barone Stoskmar, uomo ambizioso e discreto soddisfatto di un potere invisibile ed enorme; lord Melbourne cinico e sentimentale, scettico e credente; Palmeston, audace e prudente e comunque servitore inflessibile degli interessi del paese; Napoleone III il cui fascino tanto subì la regina d'Inghilterra; Gladstone che non riuscì mai a divenire simpatico alla casa Reale, malgrado la sua devozione e il suo rispetto; l'amatissimo Disraeli, capace di far breccia nel cuore della sovrana... Naturalmente, al centro di ogni vicenda c'è lei: Vittoria. Sin da piccola, la sua personalità si delinea precisa: serena, semplice, mai gelosa, mai invidiosa, di una sincerità disarmante. "Strana combinazione di ingenua spensieratezza e di ferrea risoluzione, di franchezza e di riserbo, di puerilità e di orgoglio". Di certo, l'episodio più importante in assoluto della vita di questa sovrana fu l'incontro con Alberto, figlio del duca di Sassonia-Coburgo. Se ne innamorò perdutamente, lo sposò e lo amò sino alla morte. Naturalmente ci furono attriti anche gravi, ci furono liti e riconciliazioni, ma non fu mai messo in sicussione l'affetto e la stima. Per Alberto la vita in Inghilterra non fu facile: impopolare presso l'aristocrazia, ebbe difficoltà a farsi accettare e, soprattutto a partecipare attivamente alla vita politica di un paese, in cui fondamentalmente era considerato uno straniero. Accanto a lui, comunque, sempre Vittoria, che, infatti, dalla sua morte, sarà distrutta. Per la grande regina, priva di marito, inizia un nuovo periodo, più intenso come attività politica, ma più severo e triste nella vita privata. Non stupisce, quindi, come un semplice guardiacaccia, John Brown, che Alberto tanto aveva caro, finisse col divenire il domestico personale della regina e il suo confidente. Col tempo, tra eventi di ogni genere (attentati compresi), la regina diviene un mito. Aveva passato tutta la sua vita alla luce delle nobili fiaccole del dovere, della coscienza, della moralità.
    Ne risulta un ritratto indimenticabile non solo di una personalità d'eccezione, ma di tutta un'epoca, che l'autore ci presenta con una vivacità ed un brio, che fanno gustare le pagine come se fosse una favola bella.